Una vista del polo chimico

di M. To.

Hanno dato il cambio ai metalmeccanici e, al Mise, giovedì pomeriggio sono tornati i sindacati dei chimici: per fare il punto sulla situazione del ‘polo’ ternano, di come è messo, di cosa fare per metterlo nelle condizioni di consolidare l’esistente e, soprattutto, per trovare il verso di farlo tornare a crescere.

Edison Uno dei punti affrontati, spiega il segretario della Filctem Cgil, Sergio Cardinali, «è stato quello della ottimizzazione del servizio di erogazione dell’energia elettrica prodotta dalla centrale di proprietà di Edison all’interno del polo chimico attraverso la rete interna esistente (la così detta Rpt; ndr)». Una rete che serve le aziende del consorzio Polymer – Novamont, Treofano ed altre più piccole – ma anche la Bealieau che del consorzio non fa parte e che «potrebbe essere oggetto di interventi governativi che permetterebbero al gestore di rendere meno onerose le tariffe a carico degli utilizzatori».

Basell Il segretario regionale della Femca Cisl, Fabrizio Framarini lo aveva denunciato giovedì proprio su Umbria24: «Tra poco saranno trascorsi 5 anni dall’avvio della vertenza Basell. Un lustro non è bastato a rendere disponibili le aree all’interno del polo chimico di Terni. Annunci in pompa magna e marce indietro veloci ci hanno condotti fin qui con in mano un pugno di mosche. Dopo la richiesta di 12 milioni di euro da parte della multinazionale americana – aveva scritto – qualcuno l’ha più cercata per capire quanto meno, da quali voci è composta quella cifra e se ci si può lavorare per ridurla?».

Il governo Nell’incontro di giovedì al Mise, da parte dei rappresentanti del governo sarebbe arrivato «un segnale incoraggiante, non certo un passaggio rivoluzionario – dice Sergio Cardinali – ma un’indicazione importante: se verranno presentati progetti praticabili, nel senso di iniziative provenienti dal territorio e con una loro consistenza economica ed industriale verificabile, c’è la disponibilità ad intervenire in maniera fattiva per la soluzione della questione Basell».

Confindustria E il presidente di Confindutria-Terni, Stefano Neri, non ha fatto giri di parole: «I progetti ci sono e stiamo lavorando alla loro definizione per poterli presentare con tutti i crismi e renderli immediatamente applicabili e quelle aree, così da cogliere subito le opportunità che il governo dice di poter mettere a disposizione».

I progetti I soggetti interessati sarebbero, per comuinciare, la Cosp Tecno Service e la Novamont: le due aziende che, insieme alla Terni Research, avevano avanzato una proposta per rilevare l’aera Basell. Poi Terni Energia si era sfilata, ma il progetto evidentemente non è mai stato abbandonato.

Il commento Secondo Cardinali, «possiamo dire che abbiamo fatto un piccolo passo in avanti lungo la strada che, come sindacati, avevamo deciso di intraprendere per tentare di dare un futuro industriale ad un’area che, altrimenti, potrebbe essere interessata da ben altri interessi speculativi che sono lontano ed estranei dalla nostra missione. Ovvio – conclude – che non ci nascondiamo le difficoltà e non ci illudiamo di poter arrivare ad una soluzione immediata, ma già dal prossimo incontro al Mise, che avremo nei primi giorni del nuovo anno, contiamo di avere qualche elemento in più, dal presidente di Confindustria e dal governo, che ci permetta di fare una valutazione più compiuta».

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