di C.F.
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«Sulla tassa di soggiorno a Perugia come a Spoleto i sindaci non stanno mantenendo le promesse». Attacca duro Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi provinciale, che richiama i primi cittadini Andrea Romizi e Fabrizio Cardarelli al «rispetto degli impegni assunti durante le campagne elettorali».
Spoleto verso introduzione tassa di soggiorno E infatti se dal capoluogo non sembrano arrivare particolari rassicurazione sull’eliminazione del balzello turistico, da Spoleto il sindaco Fabrizio Cardarelli ha già annunciato di volerlo introdurre a partire dall’inizio del 2015 per rastrellare un tesoretto di circa 230 mila euro da destinare alla promozione turistica e agli eventi culturali.
Bianconi: «Cardarelli rispetti gli impegni» Una formula, questa che si va profilando nella città del Festival, che non viene comunque condivisa dall’associazione di categoria: «Il Comune di Spoleto – mette in chiaro Bianconi – ha espresso l’intenzione di introdurre l’imposta di soggiorno sebbene, anche in questo caso, le dichiarazioni della vigilia elettorale andassero espressamente in senso contrario».
Le difficoltà degli operatori Ergo: «Gli albergatori – sottolinea Bianconi – sono stanchi delle promesse della politica che sceglie la strada breve della tassazione in settori come il turismo, a parole, definiti strategici, che non considera le difficoltà per imprese che hanno già sottoscritto accordi commerciali» con tour operator definendo somme non comprensive del balzello turistico.
Bianconi: «Romizi ne aveva assicurato l’abolizione»Questo a Spoleto, ma Bianconi non è tenero neanche col sindaco di Perugia Romizi, che introita circa un milione di euro dalla tassa di soggiorno, giocandosi sul capitolo imposte una buona fetta di credibilità: «Il caso del capoluogo è emblematico con i dati sul turismo che dimostrano senza ombra di dubbio come l’introduzione del balzello abbia frenato il movimento turistico, specie nel caso di quello organizzato, ma nonostante questo e le promesse fatte, non solo non arrivano segnali incoraggianti per l’abolizione, ma non si conosce neanche la destinazione delle risorse, che ci risulta abbiano finanziato tutt’altro rispetto alla promozione turistica».
