di Antioco Fois
Seconde case a rischio stangata. In entrambi i capoluoghi umbri l’accoppiata Imu-Tasi potrà raggiungere la vetta massima consentita, facendo lievitare le spese di mantenimento degli immobili rispetto all’anno scorso. Per le abitazioni non utilizzate come residenza principale, i tributi comunali possono essere calcolati a partire dall’aliquota del 10,6 per mille ad un massimo del 11,4 per mille, considerando la somma di Imu e Tasi. Uno studio di Federconsumatori, di cui abbiamo già pubblicato la parte relativa alle prime case, sottolinea come le aliquote della Tasi rappresentino un incremento rispetto all’Imu. Se per le abitazioni principali infatti la Tasi sostituirà l’Imu, per tutti gli altri immobili rappresenterà un tributo da sommare alla vecchia imposta e spetterà ai Comuni stabilire il peso delle due tasse, fermo restando che la Tasi non potrà avere aliquota superiore al 3,3 per mille. Nello studio del Centro ricerche economiche educazione e formazione dell’associazione di categoria sono stati presi in considerazione valori di incremento della Tasi 2014, a partire dallo 0,8‰, 1‰, 1,5‰, 1,8‰ e via tassando fino al 2,8‰. Quest’ultimo valore non potrà essere applicato né a Perugia né a Terni perché, nell’ipotesi che l’Imu rimanga quella del 2013, farebbe lievitare oltre il limite consentito l’aliquota complessiva dei tributo sulla casa.
QUANTO SI PAGHERÀ PER LE PRIME CASE
Perugia A Perugia, considerando una rendita catastale media di 619,74 euro per 100 metri quadri di abitazione, la Tasi si attesterà sui 83,29 euro (con aliquota 0,8 per mille), facendo gonfiare fino a 1.186,93 mediali costo dell’abitazione per l’anno in corso a causa della somma dei 1.103,63 euro dell’Imu. A Terni l’aliquota parte da una base del 9,6 per mille, propria dell’Imu 2013 nella Città dell’acciaio, alla quale potrà essere sommato un altro moltiplicatore fino ad un massimo dell’1,8 per mille. Per l’appartamento tipo, di 100 metri quadri, con rendita catastale di 666,18 euro, la Tasi potrà oscillare tra 89,53 euro (con un’aliquota dello 0,8 per mille), 111,92 Euro (aliquota dell’1 per mille), 167,88 (se il moltiplicatore dovesse salire all’1,5 per mille) e 201,45 euro come tetto massimo, se da Palazzo Spada dovessero spingere l’aliquota del nuovo tributo a 1,8, portando la somma dei moltiplicatori Imu-Tasi alla vetta dell’11,4 per mille.
STUDIO CNA UMBRIA: I COMUNI DOVE I TRIBUTI SONO PIÙ ALTI
Le ipotesi Tali importi, nell’ipotesi che a Terni l’Imu resti per l’anno in corso congelata al livello del 2013, vanno sommati ai 1.074,42 euro relativi all’imposta comunale sugli immobili calcolata sull’immobile preso ad esempio. Di conseguenza il pacchetto Imu-Tasi assumerà il costo di 1.163,95 per l’aliquota Tasi dello 0,8 per mille (per un totale del 10,4 per mille), passando per 1.186,33 euro dell’aliquota dell’1 per mille (totale di 10,6), attestandosi a 1.242,29 euro col coefficiente di 1,5 per mille (il complessivo diventerebbe 11,1), fino a 1.275,87 euro come risultato dell’aliquota a 1,8 per mille, massimo moltiplicatore conciliabile con l’Imu al 9,6 per mille, che farebbe raggiungere alla somma di aliquote la vetta dell’11,4 per mille.
