di Iv. Por.

Ancora brucia il vuoto lasciato nelle tasche dalla rata dell’Imu che già si calcolano le conseguenze della Tares, la nuova tassa sui rifiuti. Quello delle tasse è un tema particolarmente sensibile in un momento di crisi economica così pesante, come è stato evidenziato nella riunione del Tavolo generale dell’Alleanza per lo sviluppo.

Tares E c’è chi comincia a fare i conti con la Tares, che andrà a sostituire nel 2013 la Tarsu e la Tia. Secondo La Uil comporterà una stangata media di circa 80 euro in più all’anno (il 37,5%), che si aggiungeranno ai 225 euro medi pagati quest’anno con la vecchia Tarsu o Tia, già in aumento – secondo il sindcato – del 2,4% rispetto al 2011 e del 14,3% rispetto agli ultimi 5 anni. «Ciò significa – afferma l’Osservatorio sulla fiscalità locale della Uil – che il prossimo anno con la nuova tassa si pagheranno in media 305 euro, che peseranno mediamente più dell’Imu sull’abitazione principale».

Imu: imposta iniqua Non si placano, intanto, le polemiche sull’Imu, che la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, definisce «una imposta iniqua» perché «pesa su un bene primario come la casa, soprattutto se prima e principale abitazione, che la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ha realizzato grazie a notevoli sacrifici e ricorrendo a mutui bancari. Inoltre – aggiunge – grava su un patrimonio immobiliare destinato alle attività produttive di settori che già stanno subendo e subiscono i contraccolpi della gravissima crisi economica, come quello del settore alberghiero e della ristorazione, dell’artigianato, del commercio e della piccola impresa». Marini ha detto di non poter che «condividere le prese di posizione rese note nei giorni scorsi da alcune associazioni di categoria. Ritengo che non si possano scaricare sui Comuni e sui sindaci, costretti al ruolo di ‘gabellieri’ per conto dello Stato, le responsabilità di una tassa rispetto alla quale le stesse richieste di una sua modulazione più equa degli amministratori locali sono rimaste inascoltate».

Governo cambi rotta «Il Governo – conclude la presidente della Regione Umbria – anche alla luce del differimento del pagamento della nuova Tares a carico delle imprese rinviato al prossimo mese di aprile, non può non affrontare il tema della revisione dell’Imu in direzione di una sua maggiore equità, per non dare un ulteriore e pesantissimo colpo alle famiglie e alle imprese già impoverite dalla grave crisi economica».

No nuove tasse Per ciò che riguarda la Regione, data una tale situazione economica, nel 2013 «adotteremo una manovra di bilancio – affermato Marini – che eviti di pesare ulteriormente su imprese e cittadini, cercando invece di indirizzare le poche risorse regionali verso azioni che favoriscano sviluppo ed occupazione».

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