Un campo di tabacco
Settore del tabacco penalizzato da costi e siccità

di D.B.

I coltivatori di tabacco dell’Alto Tevere sono sul piede di guerra. Il mix dato da siccità e aumento dei costi potrebbe portare ad un calo degli utili che alcuni addetti ai lavori stimano tra il 10 e il 40%, a seconda della qualità del prodotto e quindi del prezzo corrisposto dalle multinazionali. Di questi temi si è discusso giovedì mattina nel corso di un incontro a Perugia tra l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini e un gruppo di produttori della filiera tabacchicola. Al centro, in special modo, il rapporto con le multinazionali del settore che sembrano intenzionate a pagare il prodotto ad un prezzo inferiore rispetto allo scorso anno. In media, ma moltissimo dipende dalla qualità del tabacco offerto, vengono pagati circa 2,30 euro a quintale, mentre il prezzo ottimale si aggirerebbe intorno a 2,50 euro.

Qualità e tracciabilità In tema di qualità i produttori umbri rivendicano di aver rispettato tutti i requisiti di qualità e tracciabilità, garantiti attraverso quei rigorosi controlli che erano stati richiesti dalle multinazionali stesse. Il problema è che la siccità, di certo, non ha aiutato. «Ho preso atto delle esigenze, delle difficoltà e dello stato di disagio che mi hanno rappresentato tante aziende produttrici di tabacco – ha detto l’assessore Cecchini – e ho convocato, per un esame approfondito della situazione, una riunione dell’intera filiera tabacchicola, alla presenza anche dei rappresentanti del ministero delle Politiche agricole, che si terrà martedì 27».

Servono garanzie Garanzie dalle multinazionali gli agricoltori le vogliono anche sul riconoscimento dell’aumento dei costi (una tantum) per la campagna 2012 promesso nel corso della manifestazione Agritab (che si è svolta ad ottobre a Città di Castello). Promesse verbali alle quali dovrebbero seguire i fatti: «Dalle manifatture – spiegano gli agricoltori – ancora non abbiamo ricevuto certezze sulle cifre che saranno corrisposte e sui tempi di erogazione». «Visto che le contrattazione del prodotto stagionale 2012 sono avvenute in netto ritardo (nei mesi di giugno-luglio 2012) praticamente a trapianto ultimato, non vorremmo – prosegue il gruppo di agricoltori – che si ripetesse la stessa situazione in futuro. Ad oggi gli agricoltori non intendono riprogrammare la prossima stagione (acquisto seme, superficie e mezzi tecnici) fin quando non sarà definita la contrattazione del prodotto 2013».

Velocità e determinazione «Ho contattato immediatamente il Ministero – ha continuato la Cecchini – che è stato sempre sensibile a sostenere con noi le problematiche del settore, per una valutazione comune sul tipo di intervento da realizzare nei confronti delle multinazionali che annualmente acquistano la quasi totalità del tabacco prodotto in Umbria. E’ innegabile che si siano verificati aumenti nei costi, che l’annata sia stata sensibilmente colpita da periodi di siccità che hanno danneggiato la produzione e dunque è necessario che con le multinazionali si mantenga un serio confronto, anche per programmare la prossima stagione del 2013. Il Ministero ha recepito favorevolmente questa mia richiesta, ha concluso l’assessore, ed ora, a cominciare proprio dalla prossima settimana, valuteremo insieme, anche con tutti i soggetti della filiera tabacchicola, quali saranno le azioni da mettere in campo con molta velocità e determinazione».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.