Nei primi nove mesi del 2026 l’Umbria ha registrato circa 130 mila pernottamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli arrivi sono aumentati del 3,1 per cento e le presenze del 2,2 per cento. Il bilancio resta positivo dopo il record dello scorso anno, quando la regione ha sfiorato gli 8 milioni di pernottamenti. Il confronto con il 2024 indica una crescita del 12 per cento negli arrivi e del 12,5 per cento nelle presenze. I dati diffusi il 6 novembre dall’assessorato regionale al Turismo restituiscono però un andamento meno lineare di quanto suggerisca il risultato complessivo. Il terzo trimestre, quello estivo, ha registrato infatti una contrazione sia degli arrivi sia dei pernottamenti, con una flessione concentrata soprattutto sul mercato internazionale.
Tra luglio e settembre sono stati registrati 995.779 arrivi e 3.062.633 presenze, rispettivamente il 3,2 e il 2,7 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. La diminuzione riguarda soprattutto gli stranieri: gli arrivi sono scesi del 12,1 per cento e le presenze del 4,9. Il mercato italiano ha mostrato una dinamica diversa, con arrivi in aumento del 2,1 per cento e pernottamenti in diminuzione dell’1 per cento. La permanenza media complessiva è salita a 3,1 notti.
La frenata estiva non rappresenta un episodio isolato. Già nel secondo trimestre dell’anno gli arrivi stranieri erano diminuiti del 3,7 per cento, mentre le presenze erano rimaste sostanzialmente stabili, con un incremento dello 0,3 per cento. Ad agosto, la flessione aveva raggiunto l’8,4 per cento per le presenze straniere e il 14,9 per cento per gli arrivi. Il bilancio del trimestre conferma quindi la difficoltà del mercato estero, che aveva sostenuto una parte rilevante della crescita registrata nel 2025.
A spiegare il risultato positivo dei primi nove mesi contribuisce anche l’andamento del primo trimestre, condizionato dall’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi, in occasione degli 800 anni dalla morte del Santo. Secondo le statistiche regionali, tra il 22 febbraio e il 22 marzo l’Umbria ha registrato 232.935 arrivi, in aumento del 61,6 per cento, e 478.268 presenze, con una crescita del 42,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel Comune di Assisi gli arrivi sono stati 94.256 e le presenze 169.163. Il ministero dell’Interno ha comunicato oltre 370 mila pellegrini nell’arco del mese. Si tratta di due rilevazioni differenti: la prima misura i flussi registrati nelle strutture ricettive, la seconda gli accessi complessivi all’evento.
La stagione estiva ha risentito di una combinazione di fattori che l’assessorato riconduce alle condizioni climatiche, alle tensioni internazionali e ai collegamenti. «Nel trimestre estivo si sono sovrapposti più fattori che hanno inciso negativamente», dichiara l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni. «Il caldo intenso ha cambiato il modo di viaggiare, spingendo alcune famiglie ad accorciare le tappe nelle città d’arte e a scegliere altre destinazioni. Anche la fascia over 60, particolarmente sensibile alle ondate di calore, ha privilegiato altre mete».
Tra gli elementi indicati dall’assessora ci sono anche i cantieri stradali sul raccordo Perugia-Bettolle e quelli ferroviari sulla Firenze-Roma, che hanno comportato la sospensione della circolazione tra Chiusi e Orvieto dal 10 al 28 agosto. «La facilità dei collegamenti conta sia per chi si sposta in auto dalle regioni vicine sia per chi arriva da lontano e raggiunge l’Umbria passando per Roma o Firenze, in particolare modo i turisti americani», afferma Meloni. L’assessora richiama inoltre il rallentamento della domanda internazionale segnalato da Booking, con una maggiore tenuta dei viaggi domestici e una preferenza per destinazioni più vicine.
La flessione umbra si inserisce in un quadro internazionale caratterizzato da difficoltà per i viaggi a lungo raggio, ma il confronto con i dati nazionali invita a non ricondurre tutto a questa dinamica. Nella rilevazione del ministero del Turismo relativa ad agosto, l’Umbria risultava in diminuzione del 2,4 per cento negli arrivi e dello 0,9 per cento nelle presenze, mentre a livello nazionale si registravano aumenti rispettivamente del 3 e del 4,2 per cento. Anche diverse regioni dell’Italia centrale avevano chiuso il mese con variazioni positive. Le Marche, in particolare, avevano registrato una crescita delle presenze del 9,4 per cento e il Lazio del 7,3 per cento. Le rilevazioni ministeriali e quelle regionali utilizzano basi statistiche differenti, ma il confronto restituisce una difficoltà che riguarda anche la capacità dell’Umbria di intercettare la domanda turistica durante la stagione estiva.
«La nostra regione non è stato un caso isolato, altre destinazioni simili alla nostra hanno registrato le stesse dinamiche complesse», sostiene Meloni, che rivendica il lavoro avviato per ampliare la promozione e distribuire i flussi nell’arco dell’anno. «Sul mercato italiano, con l’obiettivo di destagionalizzare i flussi e valorizzare una stagione, l’autunno, che in Umbria è davvero magica, abbiamo dato continuità alla campagna con il nuovo spot autunnale che prosegue la narrazione di Svevo, e che viene trasmesso da giorni su Rai, Mediaset e La7».
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti restano il mercato di riferimento. «Con nuovi strumenti di analisi abbiamo incrociato le provenienze dei visitatori, le tendenze della domanda e le rotte aeree per capire su quali mercati investire, quali esperienze proporre e in quali periodi dell’anno», spiega l’assessora.
Tra le iniziative annunciate c’è anche il ritorno alle principali fiere internazionali del settore, dopo una presenza discontinua negli ultimi anni. «Al World Travel Market di Londra abbiamo presentato Steve McCurry Workshop Spirituality, la mostra in corso all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Vogliamo tornare a Londra anche nel 2027 e lavoriamo per essere presenti a Berlino, Bruxelles e Madrid», dichiara Meloni. «La continuità è importante per dare alle imprese umbre occasioni di incontro con gli operatori esteri e far entrare più esperienze del nostro territorio nelle loro proposte di viaggio».


