Riavviare il ciclo produttivo a partire dal mese di aprile 2026 con l’obiettivo di recuperare quote di mercato, tutelando l’attuale forza lavoro e inserendo ulteriori profili professionali, recuperando le competenze necessarie all’interno dell’organico. Queste le promesse dei vertici Sangraf portate mercoledì pomeriggio al tavolo di confronto negli uffici di piazzale Bosco, con la Regione Umbria, il Comune di Narni, Confindustria, organizzazioni sindacali confederali e di categoria nonché i lavoratori delegati sindacali di stabilimento.
Produzione Stante il perdurare dello stallo e le incertezze che hanno però sin qui caratterizzato la vita della fabbrica di Narni scalo (che produce elettrodi di grafite per forni di acciaieria), istituzioni e sindacati hanno preteso, da parte dell’azienda un cronoprogramma dettagliato e scritto, entro la fine del mese di gennaio, di tutte le azioni da compiere. Un documento valido come impegno formale da parte del gruppo industriale, prima di approdare eventualmente servisse a un tavolo di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Debiti e lavoro Con riferimento allo stato dello stabilimento, Sangraf ha intanto garantito che non sussistono criticità strutturali all’avvio della produzione, considerato che il sito era operativo fino a tempi recenti e necessita di preventivi e specifici interventi di manutenzione. Quanto alla forza lavoro, la società ha assicurato la regolarità presente e futura nel pagamento delle spettanze dovute ai dipendenti e ha comunicato di aver avviato una procedura di ristrutturazione del debito, finalizzata a una composizione negoziata e all’adempimento delle richieste di soddisfacimento dei crediti vantati dai creditori.
Prospettive Nel corso dell’incontro è emersa, altresì, la necessità di definire in maniera chiara e puntuale l’organigramma aziendale, con particolare riferimento alle posizioni di governance e alle funzioni strategiche dell’assetto societario. In tal senso, la società si è impegnata a fornire riscontro a quanto richiesto e nel generare una puntuale prassi nel rapporto con le organizzazioni sindacali. Sono stati inoltre esaminati i possibili investimenti di revamping funzionali alla ripartenza del sito produttivo, nonché progetti strategici di medio periodo riguardanti l’idrogeno, l’efficientamento e l’abbattimento dei costi energetici, lo sviluppo delle energie rinnovabili e le opportunità connesse al regime delle Zone Economiche Speciali (Zes).
Tempi blindati Al termine del confronto, le parti hanno convenuto sulla necessità di procedere alla stipula di un accordo scritto entro il 31 gennaio tra le organizzazioni Sindacali e l’Azienda, con la partecipazione delle istituzioni, che disciplini e stabilizzi in modo dettagliato i temi affrontati, al fine di garantire una gestione condivisa e partecipata del percorso di ripresa.
