di C.F.
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Una web reputation «estremamente positiva» e una personalità riconoscibile sul mercato internazionale. Ma a pesare sullo sviluppo dell’economia turistica di Spoleto è il deficit di governance e quindi coordinamento che, naturalmente, affossa un’offerta potenzialmente molto interessante e scoraggia la domanda.
Web reputation Approda sul tavolo dell’amministrazione comunale l’analisi commissionata al Centro studi turistici l’estate scorsa e presentata lunedì pomeriggio a palazzo Mauri. Circa 120 pagine frutto di analisi compiute attraverso Trivago e Tripadvisor, ma anche di interviste a operatori e visitatori della città da cui emergono forze e debolezza del turismo.
Ok strutture Cominciamo dall’offerta. Sul web sono recensite circa il 50% delle strutture alberghiere ed extralberghiere della città e a fronte di 9.400 giudizi espressi appena l’11.4% è negativo. Tra questi le note più dolenti si riscontrano per il servizio di colazione e pulizia delle camere, seguono le dimensione dei bagni e la funzionalità dei riscaldamenti.
Personalità Entrando nel merito della domanda, gli esperti del Cst hanno rilevato che nel 72% dei casi i turisti che visitano lo città lo fanno spinti dalla volontà di ammirare il patrimonio artistico e paesaggistico, mentre il 25% ha perfino visitato la città in passato, scegliendo di tornare. «Spoleto – si legge nell’analisi – gode di grande notorietà ed è capace di far presa da sola presso un pubblico potenziale, ma può anche proporsi e soddisfare una domanda più specifica, così come può avviare percorsi di fidelizzazione turistica con coloro che invece arrivano in città per la prima volta».
I punti di debolezza della città sono un po’ su tutti i fronti, sia che ci si focalizzi sulle potenzialità turismo congressuale che su quello degli sport minori, connessi al deficit di governance del sistema che conta soltanto sul Comune, che di risorse non ne ha, e sulla ConSpoleto che invece è poco rappresentative tra gli operatori a conferma dell’incapacità di fare rete, aggregando le forze.
Scarsa ingegnerizzazione delle offerte A pesare poi è anche la scarsa sinergia tra le diverse categorie produttive, a cominciare dagli agricoltori che sul fronte del turismo enogastronomico dovrebbero avere un ruolo di primo piano. E agenzie turistiche specializzati nell’outcoming piuttosto che nell’incoming. «In estrema sintesi, la destinazione Spoleto non ha un problema di prodotti, ma di ingegnerizzazione delle offerte e di promozione e commercializzazione delle stesse».
Deficit governance e coordinamento La proposta del Cst è quella di concentrare sul ConSpoleto la gestione di una vasta gamma di attività cercando, contestualmente, di elevarne la rappresentatività, mentre il Servizio turistico dovrebbe indirizzare strategicamente il lavoro. «Potrebbe risultare utile prevedere un tavolo operativo di confronto e coordinamento fra il mondo del turismo e l’Amministrazione Comunale rispetto agli altri comparti produttivi piu direttamente interessati allo sviluppo turistico di Spoleto, il mondo dell’associazionismo e le istituzioni culturali».
