di Chiara Fabrizi
Sciopero anche in Cementir. Dopo i lavoratori della Novelli attesi venerdì ministero dello Sviluppo economico (Mise), a incrociare le braccia sono quelli dello stabilimento della famiglia Caltagirone che, al pari di tutti i lavoratori degli impianti coinvolti nel piano di esubero varato dall’azienda, hanno proclamato per il 21 ottobre otto ore di sciopero su tutti i turni.
Sciopero in Cementir L’impianto di Sant’Angelo in Mercole (Spoleto), dunque, si fermerà per alzare la voce contro i licenziamenti messi in cantiere dalla Cementir, che in città conta di tagliare 21 posti di lavoro. La protesta è stata convocata a seguito del tavolo di martedì al Mise dove la proprietà si è seduta chiedendo di istituire due tavoli separati, uno per gli esuberi in Cementir, cento quelli programmati in tutta Italia, e un altro per la Sacci, recentemente rilevata ma su cui l’azienda conta di ridurre drasticamente i livelli occupazionale, mettendo in mobilità 160 dipendenti. Opposta la posizione delle organizzazioni sindacali che, alla luce dell’acquisizione di Sacci da parte di Cementir, chiedono di gestire in un unico tavolo la vertenza.
Cisl e Cgil: «Attivare ammortizzatori sociali» Da qui lo strappo consumatosi al Mise dove l’incontro tra proprietà e parti sociali, così è stato riferito, non è durato più di un quarto d’ora. Al momento, dunque, non si è entrati nel merito del piano degli esuberi definito unilateralmente da Cementir a cui fa seguito la mobilitazione delle maestranze. Venerdì mattina i lavoratori di Spoleto in sciopero presidieranno i cancelli dello stabilimento, così come riferito da Fillea-Cgil e Filca-Cisl: «Chiediamo all’azienda – scrivono in una nota – di ritirare la procedura di mobilità valutando percorsi alternativi in base anche agli ammortizzatori sociali previsti. A livello nazionale è stato anche richiesto un incontro al Mise con l’intento di ottenere risposte chiare e concrete sul piano industriale, in questo senso e a supporto dei lavoratori di Spoleto sollecitiamo l’intervento delle istituzioni comunali e locali».
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