La sede della Scs (foto Fabrizi-U24)
La sede della Bps (foto Fabrizi-U24)

di Dan. Bo.

La cordata pronta a scalare la Bps di palazzo Pianciani esce forzatamente allo scoperto. E lo fa lunedì pomeriggio con una nota su richiesta della Consob che in mattinata aveva sospeso le contrattazioni sul titolo Bps, schizzate in alto dopo le indiscrezioni pubblicate da Il Messaggero: «Clitumnus srl – si legge nel comunicato -, società neocostituita e aperta alla partecipazione di una cordata di investitori istituzionali e imprenditori in prevalenza umbri, conferma che è allo studio un’operazione per l’acquisizione del pacchetto di controllo di Pop Spoleto».

Il capitale Al capitale di questa newco presieduta da Francesco Carbonetti (noto legale e docente universitario che ha avuto in passato, tra le altre cose, incarichi in Banca d’Italia, Banco di Sicilia e Banca Fideuram) parteciperebbe per il 20% la Fondazione della Cassa di risparmio di Perugia guidata da Carlo Colaiacovo, per il 10% la Fondazione di Terni e Narni, un altro 10% diviso tra quelle di Castello, Foligno e Orvieto, tra il 10% e il 15% andrebbe a Coop Centro Italia, somma identica per un gruppo di imprenditori vicini a Colaiacovo e per i promotori tra i quali Carbonetti.

L’offerta L’offerta è di 2,1 euro per azione, a sconto rispetto alla chiusura di venerdì scorso (2,72 euro), valorizza la banca circa 62,5 milioni di euro. Lunedì mattina il titolo aveva toccato i tre euro prima di essere sospeso, con le contrattazioni riprese dopo l’arrivo della nota voluta dalla Consob. L’operazione, che la Clitumnus definisce «amichevole», «è stata illustrata a Banca Imi, advisor finanziario di Spoleto Crediti e Servizi (Scs), titolare del 51% circa del capitale di Pop Spoleto». Un’operazione che ha «l’obiettivo di salvaguardare l’autonomia della banca, la sua sede e direzione generale in Spoleto, il suo radicamento territoriale e tutti i posti di lavoro». Tra offerta e ricapitalizzazione così sul piatto finirebbero circa 100 milioni.

Ricapitalizzazione Oltre all’acquisto del 51% di Scs e all’Offerta publica di acquisto, Clitumnus «prevede la ricapitalizzazione della banca – è detto nella nota firmata da Carbonetti – nella misura che risulterà necessaria all’esito degli accertamenti ispettivi della Banca d’Italia», forse 60 milioni di euro, e «in concomitanza all’aumento di capitale, l’emissione gratuita da parte della Banca di warrant esercitabili per sottoscrivere azioni di risparmio di nuova emissione». La società «trasferirà gratuitamente i warrant a Scs e agli azionisti che avranno aderito all’Opa, i quali così potranno partecipare, se lo desiderano, allo sviluppo e all’apprezzamento della Banca».