di Chia.Fa.
Da due mesi non prendono lo stipendio, eppure gli ordinativi vengono regolarmente prodotti, tanto che in fonderia è stato necessario ricorrere allo straordinario. Sono esasperati i 300 lavoratori della Ims, ex-Pozzi, tornati ancora una volta ad incrociare le braccia. Fuori dai cancelli martedì pomeriggio un centinaio di operai ha invano atteso qualche rassicurazione da parte dei dirigenti dell’azienda che, telefonicamente, hanno fatto sapere di non essere in grado di dire con certezza quando sarà pagata la mensilità di luglio.
Tensione E la tensione fuori dai cancelli è schizzata alla stelle. Ma ad esasperare le tute blu non sono solo i mancati pagamenti. A novembre i volumi produttivi, come di norma, scenderanno e con una cassa integrazione ordinaria praticamente esaurita l’incubo del ricorso agli ammortizzatori straordinari, mobilità compresa, è tornato a inquietare le maestranze. Proseguire lo sciopero è, quindi, sembrato alla maggioranza dei presenti la soluzione migliore per riprendere il pressing iniziato e poi interrotto la scorsa primavera. «È sempre la stessa storia – spiegava un giovane operaio – ogni due mesi ci ritroviamo senza stipendio e dobbiamo subire l’umiliazione di presentarci all’ufficio personale per chiedere 100 euro d’acconto, stavolta dobbiamo essere compatti e andare avanti fino a che non ci verranno fornite precise rassicurazioni».
Giannini contestato Assenti i sindacalisti, con l’eccezione di Francesco Giannini della Fiom, ancora una volta, contestato duramente dai lavoratori. L’insofferenza nei confronti del delegato si è manifestata in più di un’occasione con gli operai che hanno chiesto conto e ragione dell’operato dei loro rappresentanti, accusandoli di essere «troppo morbidi» con i vertici dell’azienda di Santo Chiodo. Attimi di tensione si sono registrati quando Giannini, nel tentativo di placare le proteste, ha provocatoriamente invitato un operaio a salire insieme su una pianta sistemata nel piazzale dello stabilimento. Non solo. Pochi minuti dopo il sindacalista ha estratto il portafogli scatenando la rabbia di un lavoratore che lamentava di non avere i soldi per fare la spesa. Per Giannini si è trattata di una «battuta indirizzata ad un altro lavoratore», ma voglia di scherzare le tute blu della Ims non ne hanno affatto.
Mercoledì nuovo presidio Nel mirino dei lavoratori è finito, anche in questo caso ancora una volta, il management del polo metallurgico accusato di essere «la causa di tutti i mali dell’azienda» e pure le istituzioni comunali e regionali «sparite dopo avere fatto le solite sfilate». Mercoledì mattina gli operai della Ims, ex-Pozzi, torneranno a presidiare i cancelli. Se lo sciopero iniziato lunedì alle 16 proseguirà ad oltranza lo si capirà domani quando le maestranze torneranno a discutere fuori dallo stabilmento.


