di C.F.
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Un tavolo di crisi per affrontare l’emergenza lavoro che da tempo sta massacrando la città del Festival. Arriva al termine di un settimana di proteste ad alta tensione, con annessa girandola di incontri, la richiesta formale che il sindaco Daniele Benedetti ha indirizzato alla presidente della Regione Catiuscia Marini, nel tentativo di alzare il livello di attenzione di palazzo Donini, ma anche delle forze sindacali ed economiche dell’Umbria, sulla delicatissima fase attraversata dalla città.
La protesta dei lavoratori Ims in via Palermo. Il video
Le immagini dei lavoratori Ims in via Palermo
La richiesta del sindaco «Agire di concerto – è stata la dichiarazione del sindaco – ci permette di agire con maggiore efficacia, tempestività e autorevolezza e dobbiamo farlo nel rispetto di tante famiglie che non riescono più a sostenere il perdurare di un simile stato di cose, con tanti lavoratori che attendono da mesi il pagamento degli stipendi, questo territorio non vuole arrendersi al rischio di una depressione sociale ed economica». La lettera è già sul tavolo di Catiuscia Marini insieme all’invito a partecipare al consiglio comunale aperto fissato per mercoledì mattina alle 9, giorno in cui è attesa la presentazione in tribunale della proposta di concordato preventivo della ex-Pozzi, il polo metallurgico di Santo Chiodo che tra Ims (ghisa) e Isotta Fraschini.
Consiglio comunale straordinario Già, perché ieri mattina la conferenza dei capigruppo ha proceduto, attraverso la presidenza, alla convocazione di una seduta straordinaria dell’assemblea cittadina, annunciata giovedì mattina dal Partito democratico. All’appuntamento, oltre alla presidente Marini, è stato invitato anche l’assessore allo sviluppo economico di Palazzo Donini, Vincenzo Riommi, tutti i parlamentari umbri, i rappresentanti della Provincia, gli istituti di credito, le associazioni di categoria e naturalmente le segreterie regionale della triplice sindacale (Cgil, Cisl e Uil). Esplicitato nell’invito l’obiettivo dell’iniziativa: «Trovare insieme, nell’esclusivo interesse della città, nuove e migliori soluzioni, creando le condizioni affinché non sia un’azienda, un gruppo di lavoratori o un’associazione di categoria a mobilitarsi, ma l’intera città con accanto le istituzioni tutte. Crediamo che, soprattutto in questa fase di emergenza, il consiglio comunale debba essere il luogo in cui confrontarci, istituzioni e cittadini, imprese e lavoratori, istituti di credito, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali».
