Nel primo semestre 2023 prosegue la fase di indebolimento dell’economia ternana. Il numero delle imprese attive iscritte nei registri camerali continua a scendere, perdono vigore anche gli scambi con l’estero, diminuiscono gli occupati con una flessione che riguarda soltanto la componente femminile e si riscontra un elevato divario di genere nella partecipazione al mercato del lavoro. Indicazioni positive invece provengono dal settore del turismo che registra un aumento sia degli arrivi che delle presenze.
Indicatori dell’economia ternana – IL RAPPORTO COMPLETO
Il rapporto I dati sono contenuti nel rapporto statistico ‘Indicatori dell’economia ternana’ realizzato dall’Osservatorio provinciale istituito in Prefettura ed al quale hanno partecipato Istat, Arpal Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria, Inps e Ispettorato Territoriale del Lavoro Terni-Rieti, con il contributo informativo della Banca d’Italia. L’edizione del documento illustra la situazione al 30 giugno 2023. Il rapporto prende in esame diversi indicatori, vediamone alcuni.
Terni, Umbria e Italia a confronto Per un confronto tra i principali indicatori economici nella Provincia di Terni, l’Umbria e l’Italia al 30 giugno 2023, rispetto a giugno 2022, «il numero delle imprese attive nella provincia di Terni registra un decremento superiore al complesso della regione, e al dato nazionale, entrambi negativi». Capitolo occupazione: «Gli occupati diminuiscono nella provincia di Terni, aumentano invece nella regione e nel complesso d’Italia – si legge sempre nel rapporto -. La provincia registra un tasso di occupazione sostanzialmente in linea con quello nazionale, ma inferiore rispetto al dato regionale. Il tasso di disoccupazione è inferiore rispetto al dato nazionale e poco superiore a quello regionale».


Scende il numero delle imprese attive In base ai dati del registro imprese della Camera di Commercio dell’Umbria, «nei primi due trimestri del 2023 il numero delle imprese attive è, rispettivamente, di 18.643 e 18.673 unità. Rispetto agli stessi periodi del 2022, il numero delle imprese si riduce, rispettivamente, di 262 e 348 unità (pari all’1,4 per cento e all’1,8 per cento in ciascuno dei due periodi)». La flessione – si evince – riguarda, in particolare, i settori della manifattura, dell’agricoltura, delle costruzioni e del commercio. Si registra invece una dinamica positiva tra le imprese che operano nelle attività di servizi di alloggio e ristorazione e di altri servizi, orientati a famiglie e imprese.
Scambi con l’estero Perdono vigore anche gli scambi con l’estero che, per la prima volta dopo il 2020, registrano variazioni tendenziali negative. Si segnala, in particolare, la riduzione di circa un terzo degli scambi di prodotti metallurgici che rappresentano in valore quasi la metà del totale.
Occupati e in cerca di occupazione Secondo la rilevazione Istat sulle forze di lavoro, «nel primo semestre 2023 il numero di occupati residenti nella provincia di Terni è pari a 83 mila unità e segna una diminuzione dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Il numero di persone in cerca di occupazione ammonta a circa 6 mila unità e diminuisce del 14,3 per cento rispetto al 1° semestre 2022, per effetto soprattutto della contrazione nella componente femminile».
Gap uomo-donna nel mercato del lavoro Accentuato in Provincia dunque il divario uomo-donna: «In particolare, la variazione negativa del numero di occupati sembrerebbe ascrivibile ad un evidente effetto sostituzione, attualmente presente sul territorio provincia le, tra uomini (in crescita del 2,1 per cento) e donne (in calo del 5,4 per cento). La riduzione delle donne occupate e di quelle in cerca di occupazione (-25,0 per cento) sottolinea la marcata differenza della partecipazione al lavoro nella provincia di Terni tra la componente maschile e quella femminile». Nei primi sei mesi del 2023 «il tasso di occupazione della popolazione in età lavorativa (tra 15 e 64 anni) è pari al 61,2 per cento (-0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2022); il tasso di disoccupazione calcolato per la classe tra 15 e 74 è pari al 6,9 per cento, contro il 7,4 per cento del 2022. Per la componente femminile si riduce il tasso di occupazione di 2,1 punti percentuali e in misura ridotta anche il tasso di disoccupazione che passa da 9,6 per cento nel primo semestre 2022 all’ 8,6 per cento al primo semestre 2023».
Altri indicatori Nel rapporto analizzati altri indicatori come quello del ricorso alla cassa integrazione guadagni che registra un incremento sia nella forma straordinaria che in quella ordinaria. Poi capitolo credito nel quale si registra una flessione dell’ammontare dei finanziamenti erogati a favore delle imprese; sono stabili quelli alle famiglie. Il tasso di deterioramento del credito invece è in diminuzione. Il numero dei protesti si riduce sia come consistenza che come valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Bene il turismo Indicazioni positive invece provengono dal settore del turismo. Nel secondo semestre del 2023, secondo i dati che la Regione Umbria raccoglie nell’ambito della rilevazione Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, «gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive della provincia sono aumentati, rispettivamente, del 21,2 per cento e del 21,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Alla crescita della domanda turistica contribuisce principalmente l’andamento del movimento dei clienti stranieri che ha visto salire gli arrivi del 42,5 per cento e le presenze del 39,1 per cento. In crescita, anche se in misura minore, gli arrivi e le presenze degli italiani, rispettivamente +15,3 per cento e +14,5 per cento (Tavola 4.1). Nel territorio amerino l’andamento positivo del flusso turistico risulta più accentuato rispetto al resto della regione, grazie soprattutto alla componente italiana».
