Si riparte con le sagre e, stando agli addetti agli addetti ai lavori, si è già al 90% degli appuntamenti storici, in Umbria. E’ quanto rende noto Francesco Fiorelli, presidente dell’Unione delle Proloco. Si tratta dei grandi appuntamenti che hanno già inoltrato le domande ai Comuni e che, a loro volta, hanno inoltrato alla Regione per l’inserimento nell’elenco. Si ritornerà quindi, al modello pre pandemia, tranne attendersi qualche restrizione su aspetti specifici di orari o altre piccole cose sostenibili.
CALEDARIO DELLE SAGRE IN PROGRAMMA
Fiorelli «Ci aspettiamo – spiega Fiorelli – un completo recupero delle nostre sagre in Umbria. Certo se c’è qualche aspetto da tenere in considerazione su mascherine, tamponi, orari, come abbiamo fatto durante la pandemia – aggiunge – continueremo a essere collaborativi. Non ci attendiamo invece altri tipi di limitazioni, a maggior ragione di spazi, atteso, ad esempio, che per locali e ristoranti, in questo periodo si è stati ben disponibili ad allargare gli spazi fuori dai locali». Insomma le punzecchiate con il mondo della ristorazione, riaffiorano appena si ritorna a parlare di sagre: «Quello di percepirci come un ostacolo è un approccio sbagliato – dice ancora Fiorelli – abbiamo studi che confermano come 800mila persone in Umbria, ogni anno, vanno almeno a una sagra. Si tratta dell’intera popolazione umbra, come dimensione, che partecipa a questi eventi. Quanti di questi andrebbero in alternativa al ristorante? Il 5%? E’ una percentuale che giustifica quell’enorme giro d’affari che produce economia nel commercio, ovvero in tutti quegli operatori presso cui compriamo noi organizzatori di sagre?». Piuttosto emerge un problema, quello si, che fa riflettere gli operatori di questo mondo. E’ il volontariato: «I giovani non prendono in mano la gestione e coloro che si prodigano per fare i volontari sono sempre di meno».
