di Chiara Fabrizi
Ultime ore per trovare un accordo tra Sgl-Carbon ed Elettrocarbonium. È stato convocato per le 17 al ministero dello Sviluppo economico il tavolo tra i due privati e le istituzioni per tentare di chiudere la delicata partita della ripartizione della bonifiche nella fabbrica di Narni, con oltre un secolo produzioni alle spalle.
TUTTO SU ELETTROCARBONIUM
TUTTO SU SGL CARBON
Sgl-Elettrocarbonium, ultime ore per trovare un accordo La fase è delicatissima e nessuno, neanche in ambienti sindacali, se la sente di sbilanciarsi sull’esito della trattativa tornata a farsi calda con l’ultimatum di Sgl per la riconsegna di impianti e immobili entro il 24 gennaio. Negli ultimi dieci giorni a sbloccare l’impasse calata nell’ambito della conferenza servizi per gli interventi ambientali, ha provato anche il ministero dello Sviluppo economico che due anni fa ha dato il via libera all’operazione Elettrocarbonium dell’amministratore delegato Michele Monachino. Il Mise con dirigenti e funzionari del ministero dell’Ambiente ha elaborato una bozza di accordo per la ripartizione delle bonifiche tra la nuova Elettrocarbonium e la vecchia Sgl-Carbon di cui il dottor Petrucci è il liquidatore.
Nuovo summit al Mise Il documento, tuttora blindatissimo, è stato consegnato alle parti venerdì e almeno in prima battuta aveva fatto registrare un raggio di ottimismo, col dottor Petrucci che si era riservato 48 ore per decidere dopo un’analisi preliminare. Analoga la posizione di Monachino che, però, domenica ha suonato la sveglia, ricordando come il termine dell’ultimatum per la riconsegna degli stabili fosse scaduto senza nessun formale passo in avanti. Del resto l’ad di Elettrocarbonium, nel sito di Narni con un comodato d’uso scaduto il 31 dicembre, ha bisogno di risposte dopo aver riassunto 70 persone (altre 30 dovevano già essere tornate al lavoro), fatto ripartire la produzione e aver preso impegni commerciali almeno per tutto il 2016. Per questo in molti c’è l’impressione che nelle prossime ore possa decidersi il futuro dell’industria di Narni che produce elettrodi di grafite. La speranza di tutti è che al Mise non arrivi l’epilogo più tragico, ossia la riconsegna della fabbrica e la fine dell’operazione Elettrocarbonium.
