Lavoratori davanti alla prefettura (foto Colonna)

di C.F.

«Chiediamo l’impegno di tutte le istituzioni per dirimere in tempi brevi questa vicenda e crediamo sia necessaria una convocazione da parte del ministero dello Sviluppo economico (Mise) entro e non oltre la settimana».

Sciopero a oltranza Questa la richiesta arrivata martedì mattina dalle segreteria di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil per tentare di chiudere in un modo o nell’altro l’estenuante trattativa tra Sgl-Carbon ed Elettrocarbonium, chiarendo una volta per tutte il futuro dello stabilimento di Narni. E nel corso delle ore successive si è riusciti, se non altro, a ottenere la convocazione del Mise per venerdì 4 marzo. In particolare, al tavolo del ministero è attesa direttamente la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti, per Sgl-Carbon gli avvocati Petrucci e Montani, per Elettrocarbonium l’amministratore delegato Michele Monachino. All’incontro prenderanno parte anche le segreterie nazionali e territoriali delle sigle sindacali.

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Stipendi arretrati Come anticipato, sindacati e lavoratori hanno deciso di prorogare lo sciopero e il presidio indetto nei giorni scorsi almeno fino al tavolo ministeriale. In queste ore, comunque, potrebbe se non altro arrivare il pagamento delle spettanze arretrate. Dalle organizzazioni sindacali viene confermato che martedì Sgl-Carbon ha saldato a Elettrocarbonium una fattura 1.022.000 euro per produzioni uscite dal sito di Narni a fine 2015. L’iniezione di liquidità, ha più volte assicurato l’amministratore delegato di Elettrocarbonium, Michele Monachino, sarà utilizzata per versare ai lavoratori la tredicesima, le tre mensilità di stipendio arretrato e pure le quote previdenziali e sanitarie ferme all’ottobre scorso, ma anche onorare le fatture che le ditte dell’indotto attendono di riscuotere. E in questo senso vanno le sollecitazioni che i rappresentanti dei lavoratori stanno indirizzando all’ad.

Licenziamenti e cassa integrazione Nei giorni scorsi ad agitare ulteriormente le tute blu di Narni, una settantina quelle in forze da Elettrocarbonium, sono state le lettere di licenziamento recapitate a otto operai, gli ultimi riassunti a fine anno dall’ad Monachino e quindi ancora legati ai tre mesi di prova. L’altra questione su cui si stanno confrontando Marianna Formica (Cgil), Fabrizio Framarini (Cisl) e Franco Di Lecce (Uil), è relativa alla richiesta dell’ad Monachino di attivare la cassa integrazione ordinaria. La prima comunicazione in questo senso risale alla metà di febbraio, ma il patron di Elettrocarbonium nelle ultime ore è tornato in pressing chiedendo ai rappresentanti di lavoro di recarsi in uno studio legale di Roma il primo marzo, per firmare l’ammortizzatore sociale. Ma l’incontro risulta rinviato.

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