di Chiara Fabrizi
Precipita nuovamente la trattativa tra Sgl-Carbon ed Elettrocarbonium e i margini per arrivare a un accordo tra la proprietà della fabbrica di Narni e la nuova impresa si assottigliano ulteriormente. È terminata intorno alle 19 la bollente assemblea convocata dai sindacati per aggiornare i lavoratori sulle novità emerse nelle ultime 24 ore, poco dopo l’ultimissima proposta dell’amministratore delegato di Elettrocarbonium, Michele Monachino, che chiede a Sgl di assicurare volumi produttivi per mille tonnellate e pure di concedere il comodato d’uso gratuito, non è chiaro fino a quando.
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La proposta di Sgl-Carbon In particolare il liquidatore di Sgl-Carbon, l’avvocato Marco Petrucci, ha respinto la proposta presentata dai legali di Elettrocarbonium, mettendo contestualmente sul tavolo una richiesta economica quantificata in 250 mila euro sostanzialmente a titolo di canone fino al 31 agosto. La somma verrebbe scontata sulla fattura che Sgl-Carbon deve saldare entro fine mese a Elettrocarbonium e permetterebbe, secondo quanto riferito da Petrucci ai rappresentanti dei lavoratori, un lasso temporale congruo per definire la vendita degli asset di Narni.
La reazione di Elettrocarbonium Alla nuova controproposta di Sgl è seguita quella di Elettrocarboniu, guidata dall’ad Monachino, che ha chiesto di prorogare fino al 31 ottobre l’accordo per 250 mila euro da pagare a scadenza, ma anche richiesto a Sgl-Carbon di assicurare 500 tonnellate al mese di produzione. Possibilità che l’avvocato Petrucci avrebbe escluso categoricamente, ricordando come nell’ultimo anno Sgl-Carbon in liquidazione abbia già sostenuto con 2 mila tonnellate il sito di Narni e rimettendo sul tavolo la proposta da 250 mila euro fino al 31 agosto.
L’ultimissima dell’ad Monachino Intorno alle 19 sarebbe arrivata un’ennesima risposta dell’ad Monachino, l’epistolare si consuma via mail tra gli avvocati di Elettrocarbonium e il liquidatore Petrucci, con cui viene richiesto a Sgl di garantire mille tonnellate e di concedere la fabbrica in comodato d’uso gratuito. Chiaro è che quest’ultima mossa dell’ad Monachino sembra ulteriormente allontanare la possibilità di chiudere la trattativa.
Tensione alle stelle In questo senso i rappresentati dei lavoratori, presenti Marianna Formica, Fabrizio Framarini, Franco Di Lecce e Giorgio Roncetti, oltre all’assessore comunale De Arcangelis, starebbero valutando l’ipotesi di tornare al Mise e sollecitando in questo senso i segretari nazionali. Inutile dire che la tensione e la sfiducia tra la settantina di lavoratori riassunti da Elettrocarbonium, in attesa di riscuotere due mensilità più la tredicesime, ma anche della quarantina che avrebbero dovuto essere riassunti, è a livelli elevatissimi. Ancora una volta le prossime ore appaiono determinati.
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