Il tavolo al Mise

di Chiara Fabrizi

Ammortizzatori sociali, incontro con Sgl Carbon e licenziamenti collettivi. Di questo si è discusso mercoledì pomeriggio al ministero dello Sviluppo economico dove sono tornati ad accomodarsi rappresentanti sindacali delle segreterie territoriali e nazionali, il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, il sindaco di Narni Francesco De Rebotti e seppur soltanto per una parte del confronto, il dirigente Giampietro Castano, responsabile dell’unità Gestione vertenze del Mise.

La nuova crisi della fabbrica di Narni Al centro del tavolo naturalmente la nuova crisi della fabbrica di Narni che nell’ultimo anno, dopo la fine dell’era Sgl Carbon, era stata affidata a Michele Monachino, l’amministratore delegato di Elettrocarbonium per un’operazione di rilancio naufragata nel giro di pochi mesi, con tanto di distacco sulle utenze industriali di acqua e gas. Il futuro del sito produttivo che per oltre un secolo ha spedito elettrodi di grafite il mezza Europa è quindi da ricostruire da zero, ma almeno in questa fase di spiragli da Roma ne filtrano ben pochi.

Incontro con Sgl Al tavolo del Mise sarebbe stato spiegato che qualche investitore si sarebbe timidamente affacciato per chiedere lumi su Narni, si tratterebbe di imprenditori veneti, salvo poi ritirarsi molto rapidamente. Il percorso per arrivare alla stagione delle manifestazioni di interesse sulla storica e strategica produzione è quindi ancora tutto da tracciare. Il Mise ha ribadito di aver richiesto un incontro a Sgl Carbon, che peraltro aveva rivendicato di voler gestire in autonomia le trattative per il futuro degli asset industriali di proprietà.

Licenziamenti collettivi e stipendi Il confronto tra il liquidatore Petrucci sarebbe stato assicurato a breve, ma intanto il 27 aprile nella sede di Terni di Confindustria i sindacati torneranno a incontrare i consulenti dell’ad Monachino, per tentare di arrivare all’accordo per il licenziamento collettivo, facendo ripartire la trattativa dalle quattro mensilità di incentivo per l’uscita della cinquantina di lavoratori. Come noto, e questo è stato rimarcato anche al Mise, il licenziamento collettivo permetterà ai lavoratori di accedere alla mobilità residua, mentre per tutti gli altri scatterà la Naspi. Sul fronte salariale Elettro avrebbe assicurato di aver messo in pagamento le mensilità di febbraio, poi resterà da riscuotere la busta paga di marzo, leggerissima causa sciopero, dopodiché soltanto incognite.

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