Il sito industriale Sgl Carbon (foto U24)

di M. To.

Confermato, sono tre. Due sono italiani, mentre il terzo parla una lingua diversa. Ma Sgl potrà scegliere – se davvero vuole vendere lo stabilimento di Narni della Carbon – l’offerta migliore tra le tre che sono pervenute per  il suo acquisto.

I nomi I tre soggetti che hanno manifestato interesse, conferma l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Narni, Marco De Arcangelis, «sono la Transclor argentina, la Morex italiana e una nuova società costituita allo scopo chiamata Narni Carbon, composta da una cordata di imprenditori, alcuni dei quali erano presenti alla riunione e altri che invece hanno voluto mantenere il riserbo. A questi, però, è stato chiesto di chiarire la compagine societaria».

La certezza Il dato è emerso, con assoluta certezza, nel corso della riunione, del ‘gruppo di lavoro’ messo in piedi dal Mise, che si è svolta nella giornata di venerdì. «Con l’ufficializzazione delle tre offerte di acquisto – conferma il segretario del sindacato Femca Cisl di Terni, Fabrizio Framarini – adesso la Sgl non ha più alibi: deve finalmente uscire allo scoperto e chiarire quali sono le sue reali intenzioni».

Primo step Il passaggio, importante, fatto venerdì, spiega l’assessore De Arcangelis, «rappresenta sostanzialmente il completamento del primo step previsto nel verbale firmato al Mise il 4 giugno scorso, essendosi concluso, almeno per queste prime tre manifestazioni, lo screening preventivo da parte del Mise e di Sviluppumbria».

I tempi Al Mise, venerdì, è stato anche stilato un calendario di massima: entro una decina di giorni – dopo la stipula del classico ‘patto di riservatezza’ tra le parti – la multinazionale tedesca proprietaria dello stabilimento narnese; nel quale sono state avviare le procedure per la cassa integrazione, fino alla fine dell’anno, per tutto il personale; dovrà fornire tutti i dettagli (valore presunto e prezzo di vendita stimato, per cominciare) ai tre soggetti imprenditoriali che hanno manifestato il proprio interesse a rilevare il sito.

Tempi stretti Framarini si dice «soddisfatto per la chiarezza che finalmente è stata fatta su una vicenda che stava diventando offensiva soprattutto per i lavoratori», ma il sindacalista tiene a precisare che «adesso occorre stringere al massimo i tempi, perché prima di tutto si dovranno vedere i piani industriali dei possibili acquirenti e, in funzione di questi, valutare le offerte che presenteranno».

L’obiettivo Per il sindacato, spiega Framarini, «l’obiettivo principale è quello della salvaguardia di un sito produttivo che non rappresenta solo la storia industriale di Narni, ma significa anche il presente e, nelle nostre aspettative, anche il futuro della città. I lavoratori della Sgl Carbon meritano di essere messi nelle condizioni di portare avanti una tradizione di successo».

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