La Sgl Carbon di Narni

di Marco Torricelli

Si erano portati avanti con il lavoro. Alla riunione di giovedì mattina, al ministero dello sviluppo economico, la delegazione aziendale della Sgl Carbon si è presentata con la decisione, già presa mercoledì, di mettere in liquidazione lo stabilimento narnese.

La nota aziendale Che tutto fosse pronto lo conferma la nota ufficiale dell’azienda, che parla della «necessità di procedere con la chiusura del proprio impianto di produzione di elettrodi di grafite sito a Narni e degli uffici amministrativi di Lainate ad esso collegati». La decisione assunta «è coerente con la strategia globale di riallineamento e di riduzione di costi Sgl2015, che punta a migliorare la sostenibilità e la competitività del gruppo attraverso una riorganizzazione della propria rete globale dei siti produttivi».

Lo schiaffo Non hanno per niente provato ad addolcire la pillola, i tedeschi: «È intenzione della società avviare un confronto collaborativo con le organizzazioni sindacali e le istituzioni per una gestione possibilmente condivisa dei prossimi passi. Inoltre, durante il periodo di liquidazione, la società sarà comunque vicino alla propria clientela affinché il gruppo Sgl possa continuare a garantire loro che la qualità dei suoi prodotti e servizi sarà mantenuta per tutto il corso della negoziazione». Come dire: speriamo che non facciate troppa resistenza, tanto i clienti saranno comunque serviti.

La reazione La botta è stata forte «anche se non possiamo dire che non ce lo aspettavamo – dice l’assessore regionale Vincenzo Riommi, nel corso dell’assemblea organizzata in fabbrica al rientro da Roma – ma certo non in questi termini e con questo atteggiamento sprezzante, che ha dimostrato quanto poco rispetto questa gente abbia dei lavoratori, delle istituzioni locali e, ultimo, ma non certo ultimo, del governo italiano».

«Non daremo tregua» I lavoratori, dal canto loro, sono già pronti a salire sulle barricate: «Da questo momento in poi – si dice in assemblea – le regole non valgono più. Saranno necessarie azioni forti, improvvise e destinate ad alzare il livello di attenzione nei confronti nostri e della nostra vertenza». In tre parole dicono tutto: «Non daremo tregua» e al prossimo incontro la multinazionale dovrà venire preparata, perché saprà con chi ha a che fare».

Gli elettrodi E, tanto per cominciare: «Le circa settemila tonnellate di elettrodi già pronti per essere spediti ai clienti – dicono – non si muoveranno di qui». Si tratta di merce che vale una ventina di milioni di euro: «Diciamo che lo consideriamo un acconto – dice un lavoratore – perché l’azienda deve avere chiaro che, se fino ad oggi da questo territorio ha preso molto più di quanto ha dato, adesso, per sua scelta, la pacchia è finita».

I clienti Ma qualche problema potrebbero averlo anche i  clienti – Tk-Ast in testa, che usa gli elettrodi di grafite prodotti a Narni – che dal rapporto privilegiato con Sgl Carbon traggono vantaggi diretti e indiretti. Un esempio per tutti: Tk-Ast può contare, per esempio, su un notevole risparmio grazie alla ritornitura degli elettrodi che si danneggiano in maniera non irreparabile durante le lavorazioni e che, in virtù di un accordo, vengono di fatto rivitalizzati da Sgl Carbon e resi nuovamente utilizzabili. Un risparmio quantificabile in quasi mezzo milione all’anno. Che andrebbe perso.

Il governo Il responsabile dell’Ufficio vertenze al ministero dello sviluppo economico, Giampietro Castano, ha infatti replicato respingendo l’ipotesi paventata dagli inviati di Sgl Carbon e preannunciando una lettera, inviata in serata ai vertici della multinazionale, nella quale il governo chiede un incontro, nel giro di pochissimi giorni, nel corso del quale affrontare il problema, partendo da un presupposto diverso.

«Le chiavi sul tavolo» Presupposto che è, dicono i rappresentanti sindacali in assemblea, quello più volte ribadito dal sindaco De Rebotti: «Se vogliono andarsene, lo facciano pure, ma dovranno lasciarci le chiavi sul tavolo, perché lo stabilimento resterà aperto» e, anzi, rincara la dose Riommi, «dovranno fare in modo che possa essere rilevato da qualcuno del settore». Cioè cedere ad un competitor? «Il mercato italiano è in grado di garantire lavoro a questo stabilimento – dice Riommi – e questo a noi basta».

Marini Durissima anche la reazione della presidente della Regione, Catiuscia Marini che parla di «atteggiamento inaccettabile» da parte della multinazionale «che, in spregio alla tenuta di normali relazioni con il sistema istituzionale e territoriale di riferimento, ha deliberato la messa in liquidazione della società senza alcuna previa comunicazione». Secondo la Marini «non possono esistere alternative alla prosecuzione dell’attività produttiva dello stabilimento di Narni, la cui chiusura sarebbe solo il frutto di ingiustificabili scelte legate al trasferimento della produzione presso altri siti europei»

Rossi Secondo il senatore Gianluca Rossi «l’atteggiamento della multinazionale Sgl Carbon, che oggi rende pubblico di aver già deliberato la messa in liquidazione dello stabilimento di Narni, senza aver consultato le istituzioni locali non è accettabile. Tralasciare il confronto con le sigle sindacali e mostrare tale disinvoltura nella messa in liquidazione è un atteggiamento semplicemente irricevibile». Secondo Rossi «serve una soluzione alternativa in grado di salvaguardare la produzione e i lavoratori, il governo e le istituzioni locali devono pertanto attivarsi ad horas per creare le condizioni migliori, utilizzando tutti gli strumenti strategici ad attrarre investimenti idonei».

Brega Contro «La inaccettabile decisione della multinazionale di mettere in liquidità la Sgl Carbon», si schiera anche il presidente del consiglio regionale, Eros Brega. La situazione, dice, «è sconcertante, non solo perché si va a toccare uno stabilimento d’eccellenza del nostro territorio, ma anche perché questa vertenza si va a inserire in un complesso quadro di aziende in crisi che sta rendendo asfittica la situazione economica locale. Un territorio come quello ternano – insiste il presidente del consiglio regionale – che ha dato tanto alle multinazionali, non può permettersi questo loro fuggi fuggi senza che ci sia un impegno forte da parte del governo per mantenere in loco gli investimenti».

Nevi Il presidente del gruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi, esprime «stupore e sconcerto per l’annuncio della chiusura della Sgl Carbon e ci auguriamo che la Regione abbia la forza di spingere il governo a prendere in mano seriamente questo dossier e in generale i casi indecenti come questo che un grande paese come il nostro, penso, non si possa permettere di far accadere. Siamo vicini ai lavoratori, alle loro famiglie e in generale alla comunità narnese che subisce questa arrogante decisione».

Angelilli La vice presidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli, che nei giorni aveva presentato un’interrogazione alla Commissione europea sulla vicenda, «per chiedere il massimo impegno da parte delle istituzioni europee»,  duce che ora «è fondamentale fare squadra anche a livello europeo e trasversalmente, per cercare di mettere in atto ogni sforzo e verificare ogni possibilità per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Narni, in vista del prossimo tavolo». 

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