I lavoratori sotto la sede milanese

di Marco Torricelli

Cauto ottimismo. Più cauto, che altro. Il ‘viaggio della speranza’; intrapreso dalla delegazione della Sgl Carbon di Narni – e di quella composta dsl sindaco, Francesco De Rebotti, dall’assessore Marco De Arcangelis e da quattro consiglieri comunali – alla volta di Milano; ha permesso, quanto meno, l’apertura di un dialogo con i vertici, italiani, della multinazionale. I tedeschi no, non c’erano. Ma saranno informati presto.

L’incontro La delegazione narnese, il sindaco ha chiesto ed ottenuto che l’incontro fosse aperto anche anche ai sindacati, si è incontrata con i tre membri italiani del Cda – Bruno Toniolo, Mauro Montani e Paolo Bonell – che, spiega Francesco De Rebotti, «hanno mostrato di voler prendere in considerazione la possibilità di avviare un nuovo percorso condiviso, con il governo nazionale, la Regione e noi, per affrontare e risolvere la questione dei costi per l’approvvigionamento energetico, che può e deve essere affrontata sul piano della concertazione, ma anche a valutare, con una maggiore attenzione le proposte contenute nel ‘patto dei sindaci’».

La solidarietà E proprio a dimostrare che il ‘patto’ è una faccenda seria, ad attendere De Rebotti, a Milano, c’era il sindaco di Lainate, Alberto Landonio; mentre ai lavoratori narnesi è arrivata la solidarietà ‘fisica’ dei colleghi milanesi, che hanno manifestato con loro sotto la sede della multinazionale. «Mi ha fatto molto piacere – dice il sindaco di Narni – e mi ha dato ancora maggiore convinzione nel proporre, ai vertici di Sgl, di affrontare il complesso della trattativa con quell’intelligenza e quella sensibilità che reputo indispensabili».

I sindacati  Da parte dei rappresentanti sindacali, dopo la rivendicazione «dei i risultati raggiunti sul fronte della qualità, migliore in assoluto di tutto il gruppo, costruita attraverso accordi organizzativi legati al recupero di produttività» si è messo in risalto che quella narnese può essere considerata «una fabbrica modello, messa in discussione solo da un costo dell’energia che rappresenta un problema generalizzato nel nostro Paese e che deve essere affrontato attraverso specifici strumenti del governo nazionale; in attesa della realizzazione di un sistema di autoproduzione in grado di garantire l’equilibrio economico».

La rivendicazione Sindacato, Rsu e Sindaco hanno ribadito «l’assoluta indisponibilità a ragionare di qualsiasi progetto che comporti il superamento della attuale produzione di elettrodi». Da qui la necessità di aggiornare l’incontro «con i vertici tedeschi, la regione, il governo e le segreterie nazionali, per tentare di superare l’attuale fase di stallo, in tempi rapidi». Nel frattempo «la mobilitazione delle maestranze resterà in atto fino a quando non ci sarà un segnale più concreto da parte dell’azienda, quindi continua lo stato di agitazione e l’assemblea permanente dei lavoratori a ridosso delle portinerie».