di D.B.
Convocare «in via d’urgenza» il tavolo ministeriale con l’obiettivo di «rilanciare il gruppo Saxa attraverso un piano industriale degno di tale nome o, qualora tutto ciò fosse non percorribile, aprire insieme al Ministero nuove strade in grado di poter garantire la ripresa dell’attività produttiva». È quanto chiede il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, in una lettera inviata nelle scorse ore al ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione.
La lettera Presciutti ricorda che l’11 settembre scorso l’incontro in programma a Roma è stato rinviato a una nuova data che sarebbe stata indicata «nei prossimi giorni»; da allora però lavoratori e istituzioni non hanno saputo più nulla e così il primo cittadino ha deciso di alzare la voce. «La situazione di stallo e il silenzio assordante su questa vicenda – scrive – non solo ci preoccupa fortemente, ma rappresenta l’ennesimo inspiegabile rinvio sulla pelle dei lavoratori e del territorio». Presciutti chiede chiarezza in tempi rapidi data anche la prossima scadenza degli ammortizzatori sociali. A essere coinvolti sono oltre cento lavoratori solo a Gualdo, mentre il numero sale a 300 per tutto il gruppo; persone che, insieme alle istituzioni, non sono più disposte «a sopportare ulteriore rinvii».
La vicenda Nel corso dell’ultimo incontro, che si è tenuto all’inizio di agosto e che è stato definito «insoddisfacente» da sindacati e istituzioni, Mario Abbadessa, rappresentante del partner finanziario Hines, ha annunciato che una società (la Continental investment partner, che detiene già il 20 per cento delle obbligazioni di Saxa) ha presentato un’offerta vincolante per entrare nel progetto Saxa Gres, con l’intenzione di investire nuova liquidità in tutti e tre gli stabilimenti (oltre a Gualdo ci sono anche quelli di Anagni e Roccasecca, nel Lazio).
L’assemblea Il via libera all’operazione – se arriverà – dovrà essere sancito dall’assemblea degli obbligazionisti, prevista per ottobre. Nel maggio scorso però Saxa si era impegnata a presentare per giugno «ulteriori elementi conoscitivi». A metà marzo ai 94 dipendenti dell’azienda di Gualdo sono stati concessi altri 12 mesi di cassa integrazione, mentre a inizio anno si era parlato di un nuovo socio entro tre mesi e ripartenza del forno nella seconda metà del 2024; tempi che non sono stati rispettati.
