L'aeroporto di Sant'Egidio

di Daniele Bovi

Ottantacinquemila euro per tappare, in parte, il buco della Sase Spa, ovvero della società che gestisce l’aeroporto perugino di Sant’Egidio. Tanto è stato messo sul piatto dalla Provincia di Perugia in seguito alla richiesta di ricapitalizzazione fatta dal cda della Sase ai soci. Soci tra i quali c’è anche la Provincia con il 4,27%. La richiesta è arrivata in seguito all’ennesimo bilancio in rosso chiuso dalla Sase. Perdite che, come ha spiegato l’assessore provinciale al Bilancio Ornella Bellini, sono sottintese nel piano finanziario approvato nel 2008 e che con un «potenziale di almeno 250 mila passeggeri l’anno – è scritto in una nota della Provincia – non ci sarebbero più». Intanto però, in attesa dei passeggeri potenziali, c’è da tappare il buco più che reale.

Bilanci in rosso Buco che il Comune di Perugia, altro socio con un 10,96% che vale 382.770 euro, non può e non vuole tappare per la parte che gli compete. Il bilancio 2009 della Sase infatti si è chiuso con un passivo di 928.571 euro, che sommati ai 439 mila del 2008 e al milione 183.723 euro del 2007 fanno sì che le perdite risultino abbondantemente superiori ad un terzo del capitale sociale (quasi 3,5 milioni). Il che significa che bisogna azzerare le perdite e procedere ad una ricapitalizzazione pari a due milioni.

La fetta del Comune e i richiami della Corte dei Conti Al Comune spetterebbe una fetta da 219.200 euro. Nella sua relazione del luglio scorso il settore Servizi Finziari del Comune piazza paletti ben precisi. Gli oltre 200 mila euro, secondo la Corte, devono essere qualificati come «spese correnti». Il che significa che non si può, per coprire la perdita, fare un nuovo mutuo o vendere un immobile. Per coprire il piatto insomma bisogna togliere quei soldi da qualche altro capitolo di bilancio. Operazione complessa nel nuovo clima di austerity che si va imponendo. In più sempre la Corte dei Conti fa notare come «la continua e ripetuta ricapitalizzazione per perdite è un comportamento contrario alla buona amministrazione e sana gestione, in quanto le perdite annuali costanti determinano per il Comune socio la riduzione del valore originario del capitale versato in sede iniziale, la costante riduzione del patrimonio comunale per far fronte ogni volta alla copertura delle perdite e comunque una non corretta gestione del patrimonio pubblico».

Attenti a sottoscrivere ricapitalizzazioni Nel luglio scorso allora il settore Servizi finanziari scriveva come occorresse  «valutare attentamente l’entità delle nuove sottoscrizioni anche nella logica di una riduzione dell’attuale quota partecipativa e di una maggiore adesione azionaria degli altri enti pubblici». O si vende dunque, oppure gli altri soci pubblici devono cominciare a mettere mano al portafoglio. L’ipotesi prevalente, a Palazzo dei Priori, è quella non di vendere l’intero pacchetto ma di scendere di un cinque per cento.

Boccali: voglio vedere gli aerei sopra Perugia Oggi intanto nella conferenza stampa di fine anno il sindaco di Perugia Boccali ha sposato quanto detto ieri dall’assessore regionale ai Trasporti Rometti nel corso dell’ianugurazione della nuova bretella di collegamento con l’aeroporto: «Spero anch’io – ha detto – che presto si formino i primi comitati contro il rumore: quello che mi interessa è vedere gli aerei che volano sopra la città». Domani mattina poi nella sede dell’aeroporto si terrà una conferenza stampa con Sase e Ryan Air per la presentazione della programmazione dei voli 2011. «Sarà – commenta Boccali – un appuntamento importante».

Camera di Commercio e Unicredit coprono il piatto Chi invece ha deciso di coprire il piatto è la Camera di Commercio di Perugia, prima azionista di Sase con il 32,59%, la cui giunta ha deciso, il 19 ottobre scorso, di deliberare l’aumento di capitale stanziando 652.500 euro. Investimento sul quale c’è però il parere negativo del collegio dei revisori dei conti a causa dei tre esercizi consecutivi chiusi in rosso. Nonostante i conti pessimi insomma (al 31 marzo 2010 le perdite ammontano a 172.455 euro) l’ente guidato da Giorgio Mencaroni ha optato per il sì purché la ricapitalizzazione concorra alla realizzazione del piano di investimenti e non sia solo funzionale a garantire la copertura delle perdite. Anche Unicredit, socio della Sase con l’11%, ha optato per la ricapitalizzazione.

Ronconi: toppe che non servono più «La politica delle ‘toppe’ non serve più – dice in una nota il consigliere provinciale dell’Udc Ronconi – né all’aeroporto di Sant’Egidio né alla Sase. Nella ricapitalizzazione, per altro di entità ridicola, c’è tutto il disagio di un aeroporto che, al di là della buona volontà della Sase, non riesce a decollare perché non gli è stato offerto dalle istituzioni alcun piano strategico di sviluppo e invece posto su di un piano di concorrenza con quello di Falconara e probabilmente con il costruendo aeroporto internazionale di Viterbo. Tra qualche tempo – continua Ronconi – le ‘toppe’ non basteranno più e il rischio sarà quello di trovarci una infrastruttura inutilizzabile. La Provincia, invece di concorrere alle inutili ‘toppe’, si faccia finalmente promotrice di una grande iniziativa che serva a chiarire i piani strategici dell’aeroporto di Sant’Egidio ponendo le basi per un effettivo rilancio della struttura».

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2 replies on “Sant’Egidio, i bilanci in rosso della Sase e la ricapitalizzazione. Domani il piano dei voli Ryan Air”

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