Entro venerdì i commissari giudiziali nominati dal tribunale di Terni dovranno esprimersi sulla nuova proposta di concordato presentato dalla Sangemini – poi tutti si rivedranno il 19 settembre – ma intanto le segreterie dei sindacati di categoria tornano alla carica e denunciano «il silenzio calato sulle sorti dei lavoratori della Sangemini Fruit e dei lavoratori ex Sangemini rimasti fuori» dopo l’accordo che ha portato Norda a prendere in affitto l’azienda.
La ‘cassa’ Per questi trenta lavoratori, denunciano i sindacati «attualmente tutti in cassa integrazione straordinaria, non sono ancora state individuate soluzioni che possano dare loro un percorso di ricollocazione, come sottoscritto nell’accordo del 1 marzo. Ricordiamo che in quella giornata il senso di responsabilità dei lavoratori Fruit permise la sottoscrizione dell’accordo sindacale, per tutti i dipendenti Sangemini».
LA PAURA DEI LAVORATORI DELLA FRUIT
L’accordo In quel documento «le parti tutte si impegnarono a definire un percorso di confronto con la Regione Umbria, nello specifico con la presidente Marini che aveva seguito in prima persona le trattative con il gruppo Norda. Siamo ormai alla fine del mese di luglio – ricordano i sindacati – e il silenzio sulla vicenda è molto preoccupante, nonostante siano state inviate anche richieste ufficiali di incontro alla presidente Marini».
LA PROTESTA SOTTO LA SEDE DELLA REGIONE
La minaccia Il tempo a disposizione, insistono le organizzazioni sindacali, «è ormai pochissimo, se consideriamo che a fine anno non si potranno più adottare ammortizzatori sociali, per questi lavoratori il loro destino è segnato. Pertanto qualora non arrivassero segnali di disponibilità ad un confronto che possa trovare una soluzione a questi lavoratori, metteremo in atto tutte le forme di protesta che riterremo necessarie per ottenere un interessamento fattivo da parte delle istituzioni regionali».
