Lo stabilimento della Sangemini

di Marco Torricelli

La produzione e l’imbottigliamento dell’acqua sono già ricominciati nella giornata di lunedì, ma quella di mercoledì – quando nello stabilimento di quella che ora si chiama ‘Sangemini acque’ è prevista la visita dei nuovi padroni – sarà una giornata di confronti che si preannunciano serrati. Perché la Cgil conferma tutte le perplessità già espresse.

Tutti al lavoro Perché se è vero che i 95 addetti entrati a far parte della nuova società sono tutti regolarmente in servizio, «la nuova organizzazione del lavoro – dice Michele Racanella, della Flai Cgil – dovrà essere oggetto di un’attenta valutazione, perché così com’è stata studiata non è certamente sostenibile». Nel mirino del sindacato ci sono «spostamenti e affidamento di mansioni che non rispondono ad alcuna logica e che, a nostro avviso, rischiano addirittura di rivelarsi controproducenti».

L’organizzazione A mettere a punto la nuova organizzazione sarebbero stati Domenico Cirillo e Mauro Pagliacci – due dirigenti ‘traghettati’ dalla vecchia gestione – ma il sindacalista dice che «di chi sia la paternità di certe scelte non è dato sapere, visto che non sono nemmeno state oggetto di discussione, ma un fatto certo è che molte sono da rivedere anche in maniera radicale».

Il confronto Alla nuova proprietà – Massimo e Carlo Pessina dovrebbero essere entrambi a San Gemini nella giornata di mercoledì – verrà insomma chiesto di rivedere subito diverse cose, oltre ovviamente a ragionare delle prospettive future dello stabilimento: «L’accordo siglato il 1° marzo – dice ancora Michele Racanella – prevedeva diversi punti sui quali siamo certi che si potrà iniziare un percorso condiviso, a partire dallo studio dei provvedimenti che possano portare alla soluzione delle problematiche relative al personale che è rimasto fuori».

Il tribunale Resta sempre aperta, poi, la questione relativa al concordato preventivo: l’adunanza dei creditori – i debiti di Sangemini sono superiori ai 130 milioni di euro – è prevista per venerdì 4 aprile, ma come anticipato lunedì da Umbria24, i legali di Sangemini, Acque di San Francesco-Goccia blu e Sangemini Fruit hanno chiesto un rinvio di almeno un mese. Perché la faccenda è molto più ingarbugliata di quanto sembri.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.