di Marco Torricelli

Lo scambio di documenti è in corso. Sangemini ha fatto la sua spedizione e Norda rimanderà indietro il tutto lunedì mattina. Poi, con la giusta sollecitudine, il ‘pacco’ andrà dritto in tribunale. Così, questa almeno dovrebbe essere la tempistica, subito dopo l’epifania si potrebbero organizzare i primi incontri per spiegare a istituzioni locali, sindacati e lavoratori, cosa si vuol fare.

Le ipotesi La new-co, composta dalla Norda di Carlo Pessina e la Tramite di Gianantonio Tramet, dovrebbe aver incrementato la propria proposta economica, portandola ad una cifra che si aggira intorno ai 15 milioni di euro e, nel progetto che verrà presentato, sarebbero previsti investimenti massicci da riversare sugli impianti – che vengono considerati decisamente obsoleti – e su un piano di marketing aggressivo e diversificato, tendente a riposizionare Sangemini (per la quale si ipotizzerebbe una produzione di 30 milioni di pezzi all’anno) verso l’alta gamma; mentre per Fabia e Amerino si punterebbe sulla strategia tipica delle così dette private label, caratterizzata dalla massima diffusione a prezzi estremamente competitivi.

Niente parco Il parco termale di San Gemini, e questa è una cosa che non farà piacere al Comune, non rientrerrebbe nei progetti di Norda-Tramite, che vuole concentrare nella new-co solo le acque, le fonti, i capannoni industriali e le attività connesse alla Sangemini Fruit, anche se il discorso potrebbe non essere concentrato sui ‘succhi di frutta’, quanto su altre produzioni in qualche modo collegabili all’uso delle acque come base di realizzazione per prodotti composti.

Il personale Troverebbero conferma, nel piano che verrà presentato, anche le indiscrezioni circolate in relazione al personale: 70 gli addetti previsti – sui 136 attuali – 50 dei quali con contratto a tempo indeterminato e una ventina a tempo determinato o stagionale. Sarà questo, ovviamente, uno degli scogli più duri da superare, soprattutto perché i lavoratori della Sangemini hanno già fatto sapere che non sono disponibili a prendere in considerazione un’ipotesi del genere. Minacciando addirittura di rivolgersi agli avvocati. Cosa, peraltro, già annunciata da Francesco Agnello, l’imprenditore campano che aveva presentato una sua proposta alternativa.

I sindacati Le indiscrezioni raccolte da Umbria24 arrivano poco dopo che le segreterie di Flai Cgil Fai Cisl e Uila Uil avevano espresso la loro «forte preoccupazione per il fatto che l’impegno formale preso dal Ceo del gruppo Rizzo-Bottiglieri-Decarlini, Danilo Trabacca, di fronte al prefetto Bellesini e all’assessore Riommi (di presentare l’offerta di Norda entro il 20 dicembre; ndr), è stato disatteso». E annunciavano, i sindacati, di «non poter tollerare un ulteriore rinvio, entro lunedì Sangemini deve consegnare in tribunale le carte che possono garantire un passaggio di mano della proprietà». E pare che sarà proprio così. Poi, se questa sarà la soluzione definitiva, lo scopriremo, come diceva quello, solo vivendo.

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