di Marco Torricelli
Sette milioni. Una più, una meno. Sono le bottiglie, piene di acqua minerale, ferme all’interno del magazzino dello stabilimento. Un magazzino che, ormai, è saturo. Tanto che la produzione marcia a ritmi ridottissimi.
Magazzino pieno Alla Sangemini, negli anni scorsi, questo era il periodo in cui si lavorava anche di notte – «il terzo turno veniva istituito proprio in primavera – spiega un delegato sindacale – per far fronte all’impennata di richieste dal mercato in vista dell’estate» – mentre quest’anno non se ne parla proprio e, anzi, gli impianti marciano al minimo, «visto che i circa diecimila pallet (le pedane utilizzate per stoccare e trasferire le confezioni delle bottiglie; ndr) già pronti, di fatto saturano gli spazi disponibili».
Norda Da quella che, al momento, è la ‘casa madre’ – la Norda dei fratelli Pessina, che ha dato vita alla ‘Sangemini acque’, che ha preso in affitto il ramo d’azienda Sangemini – non si registrano prese di posizione: «Siamo sempre in attesa che si organizzi un incontro – spiega il rappresentante dei lavoratori – per poter riprendere un dialogo che, nelle ultime settimane, si è improvvisamente e inspiegabilmente interrotto».
I dubbi La paura è che questo silenzio sia legato a difficoltà oggettive, da parte di Norda, nel dare seguito alle promesse fatte durante la trattativa che l’ha portata a prendere in mano la situazione – anche alla Regione, che era stata lesta nell’affidarle le concessioni – e che, soprattutto alla luce del piano di investimenti annunciato ad aprile – confermi i dubbi manifestati al momento dell’effettivo passaggio delle consegne. Soprattutto alla luce del piano di investimenti annunciato
Stagione persa Quello che appare un dato di fatto, comunque, è che la stagione estiva – e di fatto l’anno 2014, visto che è in estate che con le acque si fa il fatturato vero – può ormai essere considerata persa e questo potrebbe rivelarsi dannoso anche sotto il profilo dell’immagine, sia di Sangemini che di Norda (sul cui sito internet, peraltro, non si è ancora fatto cenno all’operazione in corso in Umbria) ed in un mercato difficile e particolarmente competitivo come quello dell’acqua, la cosa potrebbe avere conseguenze letali.
Il tribunale Resta sempre aperta, poi, la questione legata al concordato preventivo: il 27 giugno in tribunale si svolgerà l’adunanza dei creditori, rinviata per la richiesta di una fideiussione milionaria da parte dell’Inps contro la quale hanno preso posizione anche i sindacati nazionali di categoria, ma il mese che separa da quella data potrebbe risultare decisivo per il futuro ‘vero’ di uno stabilimento e di un marchio storico italiano. Oltre che di un centinaio di famiglie.
