di Marco Torricelli
La certezza è che la richiesta di concordato è stata presentata, lunedì mattina, in tribunale. Tutto il resto è avvolto nella nebbia. Sangemini ha presentato le carte, ma in quelle carte ci sarebbe scritto, sostanzialmente, che l’azienda si rimette alle decisioni del tribunale stesso.
Il giudice La patata bollente, insomma, torna nelle mani del giudice Paola Vella, titolare del fascicolo anche se ormai in procinto di trasferirsi alla Corte di cassazione e lasciare il posto al collega – di passaggio, visto che è già destinato a spostarsi a Perugia – Claudio Baglioni. Un ultimo lavoro del quale, forse, avrebbe fatto a meno.
I tempi La giudice Vella, comunque, ha confermato di voler fare in fretta: ha già programmato l’udienza con Sangemini per martedì, alle 13,30 e una sua decisione potrebbe arrivare nel giro di pochissimi giorni, forse addirittura martedì stesso. Tanto che l’azienda ha fatto sapere ai sindacati che è disponibile ad un incontro, mercoledì mattina, per fornire le informazioni relative all’operazione.
Le indiscrezioni Quella prospettata al tribunale, però, non sarebbe una faccenda semplice: tipo una proposta relativa ad un concordato ‘chiuso’, cioè con l’indicazione del soggetto ‘assuntore’ – quello che, in sostanza, si propone per l’affitto del ramo d’azienda – anche se fonti vicine al pool Norda-Tramite parlano di «sostanziale accordo tra le parti». Ma, invece, una proposta molto meno specifica, nella quale si parlerebbe della generica possibilità di un’intesa della quale, però viene chiesta la verifica. Al giudice, appunto.
I termini Tanto che un’altra fonte – sicuramente bene informata – dice che «parlare di ‘concordato liquidatorio’ non è esatto, perché quello di cui si parla è un concordato ‘preventivo’», ma alla domanda se a questo si accompagna un accordo, ovviamente sempre preventivo, firmato da Sangemini con Norda-Tramite, risponde seccamente: «No».
I dubbi Alimentando i dubbi sorti quando, avendo sentito parlare di «concordato che prevede la continuità», si chiede cosa significhi di preciso – nel caso specifico di Sangemini – e la risposta è che «sulla continuità si deve esprimere il giudice e lo farà certamente in fretta, poi si vedrà. I tempi, dopo, potrebbero non essere altrettanto brevi».
L’accordo Dubbi che aumentano ancora quando si chiede che cosa si intende per «dopo» e se ci si riferisca alla trattativa da mettere in piedi, per esempio, con i sindacati. Visto che le anticipazioni fatte filtrare sul ‘piano Norda’ facevano temere tagli draconiani alla forza lavoro: «Non solo, anche perché quella sarà una fase successiva. Prima si dovrà trovare un accordo formale per il passaggio di mano». Che fa pensare ad un percorso ancora tutto da fare.
