Lo stabilimento della Sangemini

di M. To.

Cinque. Manco uno, ma ben cinque, a conferma che la faccenda non sarà proprio una passeggiata, sono i commissari giudiziali ai quali il tribunale di Terni ha affidato il compito di istruire il concordato preventivo richiesto dalla Sangemini.

I commissari Tre i professionisti che dovranno occuparsi dello specifico di Sangemini: Francesco Angeli (che è anche commissario per il concordato Novelli), Patrizia Cianchini e Leandro Campana; mentre Paolo Cesarini si di dovrà occupare delle fonti San Francesco e Leonardo Proietti della Sangemini Fruit. Tutti e cinque i professionisti incaricati sono ternani.

La procedura I cinque commissari, ora, avranno il compito di compiere un’accurata ricognizione sulle situazioni economico-finanziarie dell’azienda nel suo complesso, di valutare debiti e crediti, di esaminare il contenuto della proposta presentata da Sangemini, quella di Norda che si propone come affittuario del ramo d’azienda, ma anche le eventuali altre proposte giacenti (quella di Francesco Agnello, per esempio) o che dovessero arrivare.

I creditori Ma soprattutto, i cinque commissari giudiziali, dovranno predisporre gli atti per la convocazione dell’adunanza dei creditori, ai quali spetterà l’ultima parola sul futuro di Sangemini: se la maggioranza di loro accetterà le condizioni che in questi casi vengono proposte (un drastico taglio dei crediti vantati e la rateizzazione in più anni degli incassi), il concordato potrà prendere il via.

Le indiscrezioni Ma mentre i commissari lavoreranno – almeno questo è ciò che risulta ad Umbria24 – proseguiranno quelle trattative ‘parallele’, che in questi mesi non si sono mai interrotte e che, anzi, in queste ultime settimane hanno fatto registrare un’intensificazione. Perché la partita vera, quella che si gioca su un tavolo diverso da quello ufficiale e che potrebbe determinare la svolta vera per Sangemini, è in pieno svolgimento. E potrebbe riservare sorprese.

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