di M. To. e Iv. Por.
Quando li misero di fronte ad una scelta terribile, era il 1° marzo: se non avessero accettato, di fatto, il definitivo smantellamento della loro azienda – la Sangemini Fruit, che li aveva già messi in cassa integrazione da quattro anni – l’accordo con la Norda dei fratelli Pessina, che potrebbe salvare la Sangemini, a quali condizioni magari si vedrà, non si sarebbe fatto.
Il sacrificio E loro avevano accettato – erano in 23 e solo uno venne ricollocato in azienda – con la promessa che sarebbero state messe in piedi iniziative ‘dedicate’ ad un percorso che li avrebbe portati a riavere un lavoro. Invece, otto mesi dopo, davanti a loro si spalanca solo il baratro della disoccupazione.
La protesta Martedì mattina gli ex lavoratori della Fruit sono arrivati a Perugia Fruit ed hanno manifestato sotto la sede del consiglio regionale a Perugia, per chiedere l’impegno a trovare la soluzione che era stata loro promessa: «Siamo stati abbandonati da tutti, istituzioni comprese. Ci fu promesso dalla nuova proprietà che si sarebbe trovata una soluzione anche per noi, ma invece eccoci qui».
Paura e speranze Per loro è stata aperta la procedura di mobilità e la società è in liquidazione. I tempi per arrivare ad una soluzione che scongiuri la definitiva fuoriuscita dal perimetro aziendale, per i 22 lavoratori, sono praticamente scaduti: «Abbiamo inseguito per lungo tempo la Regione e la presidente Marini – hanno detto ancora i lavoratori e i sindacati in consiglio regionale – ma, anche vista l’emergenza Ast, la nostra vertenza è passata in secondo piano e ora siamo al capolinea».
L’appello Con un progetto serio, hanno ricordato i lavoratori, «si poteva fare ricorso agli ammortizzatori sociali e andare avanti ancora per qualche mese, ma il Jobs act del governo taglia fuori le aziende messe in liquidazione, come la Fruit. L’ultima speranza è che nell’incontro fissato per giovedì a Terni dall’assessore Riommi arrivi un sostanziale elemento di novità, perché il tempo delle parole è ormai finito».
Il consiglio regionale Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dai capigruppo in consiglio e l’assemblea ha poi approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta a «trovare, per quanto di competenza, soluzioni atte alla ripresa produttiva dello stabilimento Sangemini Fruit e alla valorizzazione di un bene prezioso, patrimonio della nostra regione, considerato che da qui a pochi giorni si rischia la sua chiusura definitiva con conseguente perdita del posto di lavoro dei 22 operai che attualmente si trovano in cassa integrazione straordinaria».
