di Marco Torricelli
Se la proprietà attuale della Sangemini, il gruppo Rizzo-Bottiglieri-De Carlini, vorrebbe – come si dice con sempre maggiore insistenza – tentare di restare in possesso dell’azienda, l’ultimo segnale che arriva non è di quelli incoraggianti. Gli impianti di uno dei pozzi dai quali viene attinta l’acqua minerale sono rimasti senza energia elettrica: Edison, il fornitore, l’avrebbe semplicemente ‘tagliata’. Per il mancato pagamento della bolletta.
Allarme Nello stabilimento è subito scattato l’allarme – la conformazione dei pozzi da cui proviene la preziosa acqua minerale è tale da necessitare di operazioni di monitoraggio continuo, pena il decadimento qualitativo – e si sta correndo ai ripari con dei gruppi elettrogeni, ma l’emergenza rischia di aggravarsi. Edison avrebbe minacciato di lasciare l’intero stabilimento – e tutti i pozzi – senza energia elettrica se entro il 17 ottobre non avrà ricevuto quanto gli spetta.
L’emergenza Uno degli incubi peggiori si sta, insomma, per manifestare: «Anche durante i nove giorni di sciopero – ricordano i sindacati – i lavoratori hanno continuato a monitorare costantemente i pozzi, perché sappiamo che se sorge qualche problema e non si interviene immediatamente, si rischia di compromettere lo ‘stato di salute’ dell’acqua e si rischia di dover rinunciare a quella proveniente dal pozzo danneggiato per un periodo molto lungo, anche per un anno». E se lo sanno i lavoratori, si suppone che lo sappiano anche i padroni.
La strategia Uno tra i primi ad essere messo al corrente della cosa è stato il prefetto, che si sarebbe subito messo in movimento: Gianfelice Bellesini è perfettamente al corrente della situazione della Sangemini – di fatto segue la vicenda in tempo reale – e starebbe tentando una mediazione che permetta agli impianti di tornare a funzionare regolarmente.
Le valutazioni Superata, ammesso che sia possibile, l’emergenza, si potrà fare una valutazione complessiva dello ‘stato dell’arte’: il tribunale ha concesso fino al 4 novembre per ricevere una proposta – praticabile – per il salvataggio della Sangemini. A tutti i soggetti interessati – l’attuale proprietà e i possibili successori nella gestione – è stato chiesto di indicare tempi, modi e possibili investimenti. Ci mancava solo la bolletta non pagata.
