Lo stabilimento della Sangemini

di Marco Torricelli

Mezzo milione. È quanto conta di investire il gruppo Norda, che ha dato vita alla ‘Sangemini acque’, sullo stabilimento che ha preso in affitto per un anno, con l’obiettivo poi di rilevarlo definitivamente.

Le attività Nel programma, presentato il 15 marzo scorso, la ‘Sangemini acque’ prevede: «Aggiornamento degli studi idrogeologici, condotti in passato; controlli su tutte le opere di di captazione; monitoraggio di e valutazione dei bacini; manutenzione ordinaria delle zone di protezione delle opere di captazione e della viabilità; sorveglianza su tutto il territorio compreso nella concessione; proseguimento di tutte le attività finalizzate al miglioramento continuo aziendale».

Gli investimenti Per tutte queste attività, che secondo il gruppo Norda «confermano la ferma volontà di rilanciare, consolidare e sviluppare il sito produttivo di Sangemini», la spesa prevista ammonta «a circa 200mila euro». Durante il periodo di affitto di ramo di azienda – un anno – nel documento è scritto che «saranno garantite le attività di manutenzione degli impianti ed effettuate delle valutazioni tecniche sulle criticità esistenti, al fine di tarare, in maniera mirata, gli investimenti che saranno necessari per potenziare le attuali produttività delle linee di imbottigliamento dello stabilimento di Sangemini». La spesa prevista, in questo caso, «ammonta a circa 300mila euro».

Il mercato Nel corso di questo anno, poi, la ‘Sangemini acque’ dice che «punterà a riacquisire importanti quote di mercato, principalmente nel canale moderno», visto che «tutte le acque prodotte presso gli stabilimenti di Sangemini e Amerino presentano caratteristiche tali da potere essere adatte a tutti i segmenti del mercato».

I volumi Nel corso del primo anno di attività ‘Sangemini acque’ conta di produrre «163,95 milioni di bottiglie: 27,5 di Sangemini, 68 di Fabia, 51,80 di Grazia e 16,40 di Aura». Una produzione che, passando per i 217,5 milioni di bottiglie del 2015, dovrebbe raggiungere i «251,25 milioni di bottiglie» nel 2016.

Le concessioni Per farle produrre quest’acqua la Regione le ha trasferito – temporaneamente – quattro concessioni, per un totale di circa 1050 ettari e per le quali la ‘Sangemini acque’ pagherà un canone di 52.250 euro all’anno.

I creditori Una data importante, intanto, si avvicina: per lunedì 28, infatti, è prevista l’adunanza dei creditori presso il tribunale di Terni. Una riunione importante, perché saranno loro – con una votazione a maggioranza – a decidere se il concordato concesso potrà avere effettivamente seguito.

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