di Marco Torricelli
Un rinvio. Di almeno un mese. È la richiesta avanzata, al giudice delegato, della data di adunanza dei creditori (fissata per venerdì 4 aprile) delle società – Sangemini, Acque di San Francesco-Goccia blu e Sangemini Fruit – che dovrebbero essere oggetto di concordato preventivo e passare sotto il controllo di Norda, attraverso la ‘Sangemini acque’.
Le polemiche Un concordato che, dopo mesi di tensioni anche forti, sembrava ormai in dirittura di arrivo dopo l’accordo sindacale siglato il 1° marzo scorso, ma che negli ultimi giorni aveva fatto registrare polemiche violente, innescate dall’assessore comunale Luciano Bisonni, che aveva provocato le repliche del segretario nazionale della Fai Cisl, Gianni Pastrello e dell’assessore regionale Silvano Rometti, ma anche una presa di posizione della Cgil locale.
Il rinvio La richiesta, comunque, è stata presentata – mercoledì scorso, il 26 marzo – dallo studio legale ‘Origoni, Grippo, Cappelli e partners’, che ripercorre tutta la storia relativa alla richiesta di concordato preventivo depositata «il 13 gennaio 2014 dagli avvocati Antonio Auricchio, Stefano Bucci, Gabriele Arcurie Luigi Romanzi, domiciliati presso lo studio dell’avvocato Giovan Paolo Ruggeri di Temi».
La ricostruzione La procedura di concordato preventivo, ricordano i legali, è stata aperta «con decreto del 17 gennaio 2014, fissando l’udienza di adunanza dei creditori per il 6 marzo, successivamente anticipata d’ufficio al 3 marzo» e «in data 16 febbraio i commissari giudiziali della Sangemini hanno depositato la relazione, chiedendo di
posticipare l’apertura delle votazioni a nuova data».
Primo rinvio All’udienza del 3 marzo «l’adunanza dei creditori veniva pertanto rinviata al 4 aprile, onde consentire alle società, tra l’altro, di depositare, entro il 14 marzo, una situazione patrimoniale aggiornata al 13 gennaio e di addivenire alla stipula dei contratti di affitto dei rami produttivi delle Società, come indicato nel ricorso e nel piano concordatario».
L’affitto Successivamente all’udienza del 3 marzo, afferma lo studio legale romano, «le società hanno infatti depositato, l’11 marzo, l’istanza per l’autorizzazione alla stipula dei contratti di affitto di azienda relativi ai rami produttivi di Sangemini, San Francesco e Fruit; e il 13 marzo 2014, l’istanza per l’autorizzazione all’avvio della cassa integrazione straordinaria per Sangemini e Fruit».
Le concessioni Il 15 marzo, poi, il giudice delegato ha concesso le autorizzazioni relative alla stipula dei contratti di affitto di azienda: «In particolare – specifica ‘Origoni, Crippo, Cappelli e partners’ – la stipula è avvenuta il 21 marzo; nelle more, e precisamente il 17 marzo, la Regione Umbria ha assunto le determine dirigenziali per il trasferimento, in via temporanea a ‘Sangemini acque’ delle concessioni».
I numeri Poi la relazione dello studio legale passa in rassegna tutta le situazione patrimoniale delle società oggetto di concordato – attivi, passivi, calcoli relativi alla revisione delle somme in funzione concordataria, creditori e loro posizione specifica – e mette in risalto una serie di problematiche di carattere interpretativo delle norme vigenti.
La richiesta Tanto che, alla fine, nel ricordare che «la natura e la complessità delle attività non hanno consentito il relativo completamento in una data che non fosse prossima alla data di adunanza dei creditori, fissata per il 4 aprile, le società intendono richiedere un differimento di tale udienza, non inferiore a 30 giorni».
Il tribunale Ora, quindi, la parola torna, per l’ennesima volta, al tribunale di Terni, autentico crocevia di questa intricata faccenda – e la richiesta di rinvio non contribuisce certo a fare chiarezza – nella quale, questo è sempre più evidente, la verità è decisamente lontana.
