Un'assemblea di fine 2016 dei lavoratori di Spoleto

di Chia.Fa.

Ipotesi newco con ingresso di nuovi investitori. Si apre un’altra pagina per gli stabilimenti dell’ex Gruppo Novelli, ceduti nel dicembre 2016 con un’operazione forzata ad Alimentitaliani, fallita esattamente un anno dopo. Sì, perché anche se la curatela, rappresentata da Giorgio Meo e Fernando Caldiero, non si è presentata al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, le coordinate per tentare gestire il fallimento dell’industria agroalimentare con 500 lavoratori occupati (prima dell’arrivo dei Greco) le avrebbero tracciate.

Per salvare ex Novelli spunta l’ipotesi newco All’indomani dell’incontro, infatti, le segreterie nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil confermano che il passaggio preliminare è riportare all’interno del Gruppo le tre società agricole cedute nell’aprile scorso da Alimentitaliani in favore di Poderi Greco. In questo senso, i curatori si sarebbero riservati la settimana in corso, prima di spiegare come tecnicamente sarà compiuta l’operazione che, si spera, si concluda in via bonaria e non con l’intervento del tribunale, che richiederebbe tempi ben più lunghi. Se si recupereranno Cantine Novelli, Bioagricola ma soprattutto Fattorie Novelli (che tuttora produce uova a marchio Ovito) si aprirà lo scenario della newco, «che i curatori – dicono i sindacati dopo il tavolo col viceministro Bellanova e il consulente ministeriale Castano – avrebbero intenzione di proporre, comprendendo sia le società agricola che le altre aziende» ex Novelli, tutte cedute al prezzo simbolico di un euro ad Alimentitaliani.

Servono investitori e nuovo concordato In questo quadro, con il tribunale che pur dichiarando il fallimento ha autorizzato per un anno la continuità produttiva, scatterebbe la ricerca di investitori privati. Due gli scenari paventati ai sindacalisti: «Asta pubblica diretta alla ricapitalizzazione della newco, quindi con immediata ricerca del nuovo azionista di maggioranza, o in alternativa affitto dell’azienda con impegno all’acquisto. In entrambi i casi – rilevano i rappresentanti dei lavoratori di Spoleto, Terni, Amelia, Cisterna e Muggiò – si prefigura un nuovo ingresso nella gestione del complesso societario e il concordato fallimentare per la ristrutturazione del debito».

Lavoratori esasperati La rotta sembra tracciata ma all’orizzonte ci sono molte incognite, a cominciare dal recupero delle società agricole. Anche per questo le tre sigle sindacali si preparano a una girandole di assemblee dei lavoratori, indicando comunque fin da ora la necessità «di un piano industriale che, in questo anno di esercizio provvisorio, garantisca il futuro occupazionale di centinaia di lavoratori, che non potranno essere ulteriormente penalizzati da qualsiasi soluzione futura. Gran parte dei dipendenti – dicono i sindacati ma è sotto gli occhi di tutti – sono esasperati, alcuni da un più di un mese sono senza stipendio, altri in cassa integrazione straordinaria e con un futuro incerto, come nel caso degli impiegati della sede Terni, dei lavoratori della Nuova Panem di Muggiò e di Cisterna».

@chilodice

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4 replies on “Per salvare ex Novelli spunta l’ipotesi newco con ingresso di nuovi investitori”

  1. Giusto giusto un po’ di fumo negli occhi per arrivare a dopo le elezioni, ma a questa soluzione perchè non ci hanno pensato gli amministratori nominati dal MISE che hanno avuto 5 anni di tempo per farlo?

  2. Sono d’accordo con Alessio, perche’ non investono i Greco, amici di Calenda, come avevano promesso al MISE quando hanno preso tutto a un Euro?

  3. Sono d’accordo Alessio, perche’ non investono i Greco, come avevano promesso al MISE quando hanno preso tutto a un Euro?

  4. Sono d’accordo con Alessio, perche’ non investono i Greco come avevano promesso al MISE quando hanno preso tutto a un Euro?

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