
di Ivano Porfiri
E’ stata una lunga gestazione sotto la pressione delle tante vertenze aperte in Umbria, da parte dell’assessore allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, quella dei due documenti cui tutte le forze sociali guardavano con trepidazione e speranza: il Documento di indirizzo triennale per le politiche industriali e il Piano triennale per le politiche attive del lavoro dell’Umbria.
Farci uscire dalla crisi «Un insieme di misure che, partendo dall’immediato fino ad assumere un carattere strategico, hanno il comune obiettivo di fare uscire l’Umbria dalla crisi, favorendo competitività e occupazione». Così Rossi li ha presentati martedì agli appositi Tavoli tematici dell’Alleanza per l’Umbria.
Le risorse tutte da Bruxelles Si tratta di una serie di misure organiche che tentano di rianimare un corpo che attraversa una profonda crisi strutturale. Ma quante risorse muoveranno i due Piani? Pochi spicci da parte della Regione, quelli che può permettersi a causa dei tagli. Per il resto non è possibile dirlo, perché tutto poggia sulla rimodulazione dei fondi di programmazione europea, quindi dipenderà da quelli che si sarà capaci di captare. Ed ecco perché il piano triennale coincide perfettamente con i tempi scanditi dei finanziamenti Ue, in scadenza nel 2013. Per le istituzioni regionali sarà quindi un piano low cost.
I buoni propositi «Abbiamo definito un pacchetto integrato di interventi per la crescita del sistema Umbria – ha detto Rossi – messo a leva da azioni strategiche che per le politiche industriali mirano al miglioramento del contesto normativo ed istituzionale, all’attuazione di politiche di contrasto alla crisi e di politiche per l’innovazione e la competitività, mentre l’incremento dell’occupazione, il miglioramento della qualità e la valorizzazione del capitale umano sono gli assi di riferimento della proposta di Piano triennale del lavoro 2011-2013 – ha detto Rossi». «Entrambi i provvedimenti – ha aggiunto l’assessore – contengono azioni, misure ed interventi specifici che puntano al rafforzamento del sistema economico regionale e alla promozione della occupabilità, grazie all’integrazione di politiche di sviluppo, del lavoro e delle risorse disponibili, derivanti per la quasi totalità dagli strumenti di programmazione comunitaria, visti i tagli operati dal governo nazionale».
Le politiche industriali In questo quadro il documento triennale delle politiche industriali individua opportuni strumenti finanziari, per l’accesso al credito e la capitalizzazione d’impresa, l’autoimpiego ed il microcredito, e specifiche modalità di gestione delle crisi industriali, calibrate sulle dimensioni e sulla rilevanza delle diverse situazioni, oltre a politiche per la competitività del sistema nell’ambito delle quali il potenziamento delle infrastrutture riveste un ruolo imprescindibile. A ciò si aggiungono politiche basate sull’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, in coerenza con le tematiche della green economy, la promozione dei processi di investimento, l’acquisizione di servizi innovativi e l’utilizzo di tecnologie per l’informazione e la comunicazione.
LA SCHEDA: Il Piano triennale delle politiche industriali
Il Piano per il lavoro Per quanto riguarda il Piano per il lavoro, le politiche attive del lavoro, articolate in azioni di sistema ed interventi specifici, continueranno a rappresentare lo strumento principale per innalzare la competitività dell’Umbria, anche alla luce delle priorità individuate dalla Strategia Europa 2020. Particolare attenzione è rivolta alla sostenibilità ambientale e quindi all’occupazione nei settori della green economy, alle categorie che presentano maggiori criticità, disabili, donne, lavoratori percettori di ammortizzatori sociali o over 45, migranti e giovani fuoriusciti dai percorsi di istruzione e formazione, con l’obiettivo di favorire l’occupabilità per tutto l’arco della vita e l’emersione del sommerso, di contrastare la precarietà e di potenziare la ricerca e l’innovazione.
LA SCHEDA: Il Piano triennale del lavoro
L’iter e l’applicazione della teoria Ora che i Piani sono scritti, verranno approfonditi nel contesto del tavolo dell’Alleanza per lo sviluppo dalle partisociali, per poi approdare alla discussione in consiglio regionale. Ma la vera prova del fuoco sarà l’applicazione pratica di quelle che, per ora, sono solo linee guida teoriche la cui efficacia è tutta da provare.

Comments are closed.