Il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini

«La sentenza di primo grado della Corte di Assise di Torino per il rogo avvenuto in una azienda del gruppo Thyssen Krupp in cui persero la vita sette operai è volta ad individuare le responsabilità civili e penali riguardanti le cause del grave incidente e ad assicurare una giustizia equa alle vittime ed ai loro familiari». È quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Gianluca Rossi. «Questa sentenza di condanna – aggiungono – richiama alla forte responsabilità delle imprese nell’assicurare le garanzie di sicurezza nei luoghi di lavoro, condizione imprescindibile rispetto al più generale diritto al lavoro. In questo senso ne cogliamo il tratto innovativo».

Il futuro di Terni I timori di Marini e Rossi però riguardano il futuro dello stabilimento ternano, dopo che il tribunale di Torino ha imposto l’esclusione da agevolazioni e sussidi pubblici per sei mesi e il divieto di pubblicizzare i suoi prodotti per lo stesso periodo di tempo: «Al tempo stesso – sottolineano – la presenza della multinazionale Thyssen Krupp nella nostra regione, che ha negli anni acquisito e rilanciato l’industria siderurgica di Terni e dell’Umbria, non può non destare alcune preoccupazioni nelle istituzioni e delle forze economiche e sociali dell’Umbria, qualora le responsabilità civili e penali individuabili fossero trasformate in una sentenza di condanna rivolta all’azienda in quanto tale».

Le preoccupazioni «In particolare, dalle anticipazioni giornalistiche – proseguono Marini e Rossi -, se confermate dal testo definitivo della sentenza, ricaviamo una preoccupazione circa il divieto a garantire da parte delle istituzioni nazionali e locali le opportunità incentivanti il mantenimento dell’attività imprenditoriale ed occupazionale nel nostro territorio. La storia di Thyssen Krupp Acciai Speciali di Terni è caratterizzata, infatti, da una significativa presenza industriale fatta di investimenti tecnologici ed industriali, di rafforzamento delle condizioni di sicurezza per i lavoratori e di una forte integrazione con il tessuto economico e produttivo in Italia, in Umbria e a Terni».

In ballo tremila posti di lavoro «Thyssen Krupp – rilevano – rappresenta, infatti, l’asse portante della grande industria siderurgica e dei materiali speciali nella nostra regione, ed anche in Italia, generando occupazione diretta per tremila lavoratori a Terni ed altri quattromila circa nel resto del Paese; a ciò si aggiunge un indotto fatto di una rete diffusa di piccole e medie imprese che a loro volta raddoppiano le unità di lavoro. Il rispetto della sentenza, anche per il suo valore sociale, non può comportare – affermano – un venir meno dell’attenzione delle istituzioni nei confronti della multinazionale tedesca in Italia e nella nostra regione».

Ci confronteremo con il management «La Regione Umbria, dunque, ancora una volta si confronterà con il management aziendale – proseguono Rossi e Marini – e sarà al fianco dei lavoratori, soprattutto in questa fase onde evitare che le decisioni autonome e da rispettare della magistratura si traducano in affrettate e preoccupanti decisioni sul futuro di questo gruppo in Italia». In sintesi, si teme che l’azienda possa chiudere gli stabilimenti italiani. «Anche per questa ragione – concludono Marini e Rossi – ribadiremo nelle prossime ore al Governo nazionale la necessità, in una ottica di leale collaborazione istituzionale, di rinnovare lo strumento del Patto di Territorio utile a rafforzare gli impegni delle istituzioni nazionali e locali nella realizzazione di tutte le condizioni per la salvaguardia ed il rilancio industriale di Terni e dell’Umbria».

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