A sinistra Giorgio Mencaroni

di Daniele Bovi

Ai ‘vecchi’ nemici come «un livello di tassazione ormai insostenibile» se ne aggiungono di nuovi, come Amazon. Secondo il presidente della Confcommercio di Perugia Giorgio Mencaroni infatti, che martedì ha presentato il Rapporto 2014 redatto dall’associazione, «Amazon vende a prezzi inferiori a quelli dei commercianti. Spesso le persone vanno in negozio per vedere o provare un prodotto e poi lo acquistano sul sito. I nostri commercianti vengono ammazzati da questo meccanismo, senza dimenticare che Amazon non paga un euro di tasse in Italia mentre i profitti vanno in altri paesi». In cima alla lista dei problemi però rimangono le tasse: «Quello che innanzitutto serve alle imprese – ha detto Mencaroni – è una riduzione della pressione fiscale. L’unico modo per uscire dal tunnel della crisi è il rilancio della domanda interna, tanto per i consumi che per gli investimenti».

Tasse Guardando verso palazzo dei Priori Mencaroni chiede al Comune di Perugia di abolire la tassa di soggiorno, o quantomeno di dare vita ad un consorzio così da gestire la somma per fare promozione, e di rivedere le percentuali della Tasi e della Tari in base alle esigenze delle imprese: «Il sistema dei metri quadri – spiega – va rivisto, altrimenti diventano delle tasse sul patrimonio». Confcommercio poi benedice gli incentivi, ai quali sta lavorando il Comune, a favore di coloro che vorranno aprire un negozio nell’area di Fontivegge «purché si parli di attività – sottolinea – che abbiano reale possibilità di sopravvivere». A monte di tutto c’è bisogno di una politica che sia vicina alle imprese, una politica «oggi distante e autoreferenziale, non in grado di capire i problemi. Deve essere al nostro fianco e le azioni che portiamo avanti non sono di disturbo, non abbiamo secondi fini».

Saldi A non convincere l’associazione sono anche i saldi. Secondo Mencaroni «occorre fare una profonda riflessione su come vengono fatti. Io ho le mie perplessità: la politica non può dettare le strategie commerciali e i prezzi di vendita. Le date non possono andare bene a tutti perciò va lasciata più libertà». In tutto ciò, stando al rapporto di Confcommercio le aspettative delle imprese per il 2015 sono alte: «C’è voglia di ripresa – è scritto – anche mettendosi in gioco e tentando nuove strade». Tra quelle indicate per uscire dalla crisi Mencaroni indica la digitalizzazione, specialmente delle piccole e piccolissime imprese (nel 2015 l’associazione farà formazione gratuita e chiede un apposito bando alla Regione), il turismo («servono fatti e scelte concrete»), l’internazionalizzazione, le reti di imprese e le iniziative legate all’animazione. «Dobbiamo riuscire – ha detto su questo punto Mencaroni – a riattivare le forze vive del territorio».

Il Rapporto Quanto all’andamento del 2014, nel Rapporto (realizzato su un campione di 160 realtà del commercio, turismo e terziario) si parla di «lievi segni di miglioramento», in special modo per quanto riguarda il fatturato. Un’altra nota positiva è quella che vede nella quasi totalità degli imprenditori (89%) «la determinazione ad andare avanti a tutti i costi nonostante il freno della crisi»; quella negativa è che gli altri, l’11%, sono così scoraggiati da voler smettere di fare impresa. Per quella fascia di imprese che ha visto crescere il fatturato (dall’8 al 17%), ciò è dipeso non tanto da un aumento delle opportunità quanto da un taglio dei costi, dalle variazioni nelle strategie aziendali e dall’esplorazione di mercati di nicchia.

I dati Dati negativi invece ci sono per investimenti e occupazione: il 78% non ha investito nel 2014 (+11% rispetto al 2013), mentre solo il 3% ha dichiarato di aver assunto nuovo personale. Dal Rapporto poi emerge come il 53% ritiene che il 2014 si sia chiuso meglio, o almeno senza peggioramenti, rispetto all’anno precedente. Si cominciano ad avvertire segnali di ripresa, magari più in altri settori (54%) rispetto al proprio (34%). Il 2015 dovrà essere «l’anno di una vera svolta» specialmente per quella quota di imprenditori (21%) che vogliono espandere la propria quota di mercato e che (3%) tenteranno nuove strategie commerciali e di esplorare nuovi mercati.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.