Pannelli fotovoltaici

di Iv. Por.

La linea del governo sulle energie rinnovabili non cambia di una virgola né sugli investimenti già fatti né sul tetto degli incentivi e così le Regioni, e l’Umbria con loro, fanno muro sul decreto Romani.

Venerdì la firma «Penso che domani il decreto ministeriale sul fotovoltaico e solare possa essere firmato dai ministri Romani e Prestigiacomo». E’ quanto annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia all’uscita dei lavori della conferenza Stato-Regioni, a Roma.

No delle Regioni Il parere negativo delle Regioni viene espresso dal presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha sottolineato i due punti critici: «il fatto che il decreto ministeriale sul fotovoltaico non risolve i diritti acquisiti rispetto al provvedimento di agosto scorso» e «la questione del decalage degli incentivi, che noi condividiamo e che però ci sembra troppo brusco». Tuttavia, ha osservato ancora Errani, «passi in avanti con il governo sono stati fatti  e abbiamo detto al Governo che siamo disponibili a dare il nostro contributo nel prosieguo dell’iter del decreto».

Insoddisfatti «Siamo profondamente insoddisfatti dall’atteggiamento del governo che non ha voluto accogliere le osservazioni che le Regioni unitariamente avevano sottoposto all’esecutivo per migliorare il decreto sul “fotovoltaico”, e quindi, sempre all’unanimità, abbiamo formalizzato il nostro dissenso dando parere negativo in sede di Conferenza Stato-Regioni». E’ quanto afferma l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti, presente giovedì a Roma, sia alla Conferenza dei presidenti delle Regioni che, successivamente, a quella Stato-Regioni.

Lavorato sodo «In questa settimana – aggiunge Rometti – grazie alla proroga che come Regioni avevamo chiesto, abbiamo lavorato con grande impegno sia in sede tecnica, che politica, per definire una serie di emendamenti migliorativi del decreto approvato dal governo, al fine di accogliere lo spirito della norma che tendeva, giustamente, ad impedire  speculazioni, ma al tempo stesso, si è cercato di evitare l’affossamento di un comparto di grande rilevanza economica e vitale anche in Umbria dove sono attive imprese che ora rischiano di veder compromessi i loro investimenti».

I punti critici «Ciò che soprattutto ha determinato il nostro parere negativo – prosegue l’assessore – sta nel fatto che con il decreto ministeriale non vengono riconosciuti i diritti acquisiti nel caso di investimenti già avviati e, inoltre non viene accolta la proposta di attenuare nel tempo la diminuzione degli incentivi, che pure condividiamo in linea di principio. Inoltre, il dissenso delle Regioni è stato anche manifestato rispetto al tetto stabilito dal ministero di incentivi all’anno, che impone un vincolo insormontabile anche per gli anni futuri senza tenere conto delle disponibilità finanziarie possibili e dei potenziali investitori nel settore. A fronte di queste scelte del governo nazionali le Regioni dovranno comunque impegnarsi a raggiungere il 20% di produzione energetica da fonti rinnovabili entro il 2020».

Ancora disponibili «Certo – continua l’assessore – con il governo sono stati fatti passi in avanti per valorizzare impianti sulle coperture e, allo stesso modo, abbiamo avuto una risposta positiva per quanto riguarda le ristrutturazioni che comportino interventi di bonifica dall’amianto. Ma su altri punti il Governo ha dimostrato grande rigidità e tutto ciò in un momento in cui si doveva puntare molto di più su forme di produzione dell’energia da fonti rinnovabili. In ogni caso – conclude Rometti – abbiamo detto al governo che saremo disponibili a dare il nostro contributo nel prosieguo dell’iter del decreto».

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One reply on “Rinnovabili, il governo chiude sugli incentivi. Rometti: «Bocciatura da tutte le Regioni»”

  1. E’ una vergogna affossare irrimediabilmente un settore economico in crescita e apprezzato dalla popolazione e per mano del MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO!!!???
    A me sembra terrorismo economico altro che sviluppo.

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