I lavoratori sotto alla prefettura di Terni

Circa  300 lavoratori di varie imprese del settore delle energie rinnovabili hanno manifestato martedì davanti alla prefettura di Terni. La protesta è stata organizzata da Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil per chiedere la modifica del “Decreto Quarto Conto Energia” del ministero dello Sviluppo economico e per la rifunzionalizzazione dello stabilimento Nuova Terni Industrie Chimiche di Nera Montoro.

Filiera compatta Ancora una volta, a protestare è stata la filiera compatta delle rinnovabili del Ternano-Narnese, che ha acquisito una leadership italiana nel settore della green economy, con tutti i suoi protagonisti: istituzioni, sindacati, lavoratori e imprese. E al fianco dei lavoratori, come pure nella precedente manifestazione sotto al ministero, a Roma, i vertici della società TerniEnergia. Il presidente Stefano Neri, in testa a una delegazione, è stato ricevuto dal vice prefetto Lombardo. «Il decreto Romani – spiega Neri in una nota – varato inaspettatamente nello scorso mese di marzo, ha interrotto il ciclo virtuoso di sviluppo del settore fotovoltaico, modificando in corsa la regolamentazione del settore e introducendo elementi di profonda incertezza per l’industria del solare e gli investitori. Al vice prefetto Lombardo abbiamo rappresentato oggi, insieme ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni locali, la necessità di avere un quadro certo di regole e di riferimenti economici e normativi per programmi di medio-lungo termine».

Rischio speculazioni In particolare, le aziende del Gruppo Terni Research hanno chiesto che il prefetto evidenzi al ministero dello Sviluppo economico, in prossimità della Conferenza Stato-Regioni che dovrà esprimersi sul nuovo regime di incentivazione dell’industria fotovoltaica, la necessità di tutelare la filiera produttiva nazionale che in questi anni ha prodotto, con effetti anticiclici, investimenti, occupazione e sviluppo. «La bozza di decreto circolata in questi giorni, invece – aggiunge Neri –  introduce il rischio di forti speculazioni e ritardi burocratici in ordine agli iter autorizzativi, mette a rischio i cantieri già ultimati o in fase di ultimazione, legando l’incentivazione all’allaccio degli impianti alla rete, penalizza fortemente gli impianti taglia industriale riducendo in maniera indiscriminata le tariffe nel periodo transitorio e non recepisce le migliori esperienze europee (modello tedesco) basate su tetti variabili».

Rilancio di Nera Montoro Per il numero uno di TerniEnergia «è  urgentissima, di conseguenza, la costituzione di un tavolo istituzioni-imprese per la rifunzionalizzazione, il rilancio e la reindustrializzazione dello stabilimento Nuova Terni Industrie Chimiche di Nera Montoro, anche al fine di evitare pesanti ripercussioni ed effetti negativi del “Decreto Quarto Conto Energia” sugli assetti occupazionali. La disponibilità della prefettura e degli enti locali a una pronta costituzione dello strumento di confronto e concertazione è elemento fondamentale per velocizzare gli interventi e gli investimenti previsti nell’area industriale e per ridurre al massimo i tempi di realizzazione per l’attivazione delle nuove iniziative nel settore dell’industria verde».

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