Mentre i sindacati vanno in pressing sul ministero dello Sviluppo economico perché convochi il tavolo di aggiornamento sulla reindustrializzazione della Treofan, l’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Umbria è in contatto con l’azienda Novamont per monitorare l’evoluzione della situazione per la quale la stessa ha annunciato lo stop produttivo e il ricorso alla cassa integrazione. «La Regione, consapevole della situazione in cui grava il sito industriale Polymer, le cui infrastrutture necessitano di una riqualificazione e i cui costi iniziano ad essere sempre più gravosi, ha avviato da alcuni mesi un’intensa interlocuzione con il ministero dello Sviluppo Economico, il ministero della Transizione ecologica e la presidenza del Consiglio dei ministri, per individuare le risorse, le modalità e gli strumenti più adatti al percorso di rilancio del sito.
Polo chimico di Terni L’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni ricorda che «il progetto di rilancio del polo è stato indicato al ministero per gli Affari Regionali quale uno dei due progetti bandiera della Regione, a cui verrà dedicato un tavolo di lavoro specifico con il nucleo-Pnrr per comprendere le possibili modalità di finanziamento all’interno degli investimenti del Piano. Il polo rimane, infatti, un sito considerato strategico per l’economia regionale, in cui la stessa Novamont insieme ad altre imprese locali, sta realizzando un percorso di investimenti, a partire dall’acquisizione di parte delle aree di proprietà di Lyondell Basell, che conferma la concretezza e l’importanza della prospettiva di reindustrializzazione dell’area».
Il monito di Paparelli «Il Polo chimico di Terni rischia di essere affossato dalla politica degli annunci dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni, cui non segue alcun atto o fatto concreto – dichiara in una nota il consigliere Regionale Pd Fabio Paparelli -. Nel febbraio 2018 – ricorda – proprio a causa della crisi della siderurgia e della chimica, e data la necessità di avviare un percorso di ristrutturazione industriale del territorio, fu sottoscritto un Accordo di programma conseguente al riconoscimento dell’Area di Crisi Complessa del ternano narnese. Forse, solo perché ricevuta in eredità dalla passata amministrazione regionale di centrosinistra, il sindaco di Terni Latini prima e l’Assessore Fiorini poi, hanno deliberatamente abbandonato questa strada. Risale ormai a diciotto mesi fa – aggiunge Paparelli – la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale con cui si chiedeva alla Giunta regionale di attivare un nuovo accordo e nuove risorse nazionali e regionali, ma ad oggi siamo ancora nella fase delle chiacchiere e degli annunci. Come ebbi modo di ricordare all’Assessore Fioroni nella mozione presentata in Aula – precisa il Consigliere Dem – la sola strada per non disperdere progettualità e investimenti è proprio quella di rinnovare l’accordo di programma relativo all’Area di Crisi Complessa, scaduto il 21 marzo 2021, e proseguire il confronto con il Governo affinché vengano da subito stanziati ulteriori finanziamenti finalizzati alla reindustrializzazione del comparto chimico, anche in relazione alla vicenda Treofan e per tutelare le iniziative di investimento in atto, in relazione a scadenze e agli impegni che l’emergenza sanitaria e la crisi energetica hanno messo a repentaglio. Serviva dunque riaggiornare già un anno fa il percorso positivo che fu avviato nel 2016 dalla Regione insieme al Governo di centrosinistra e al Ministro Carlo Calenda, che, negli anni, ha portato sull’area circa 60 milioni di euro di investimenti pubblici. Occorre riprendere dunque senza ulteriori indugi quel cammino e aggiornare l’Accordo di programma del 2018 che definiva risorse, disciplinava gli interventi agevolativi, l’attività integrata e coordinata delle Amministrazioni centrali, della Regione, degli Enti locali e dei soggetti pubblici e privati, oltre che le modalità di esecuzione degli interventi nell’ambito del Piano di Riqualificazione e Riconversione Industriale di un’area che poggia su due pilastri: l’industria manufatturiera e la chimica verde. Altrettanto importante in questa fase – conclude Paparelli – è la condivisione delle strategie, ai fini del miglioramento dei fattori localizzativi, e, per questo, debbono essere ripresi e riempiti di contenuti i tre tavoli che furono istituiti presso i relativi Ministeri per le questioni relative all’Università, alle vicende ambientali e alle infrastrutture, utili non solo al rafforzamento dei fattori competitivi dell’area, ma anche a reperire ulteriori risorse, prima che sia troppo tardi».
