di Chiara Fabrizi
Cento decreti di concessione contributi per riparare i danni del sisma nel mese di febbraio; la previsione di chiudere il 2021 con almeno un migliaio di questi stessi atti emanati; e a oggi circa 8 mila lavoratori segnati nelle due casse edili dell’Umbria, di cui il 60 per cento impegnati nella ricostruzione post sisma, anche se si stima di arrivare almeno a 12-13 mila entro la fine dell’anno, praticamente con un +50 per cento. Sono alcuni dei dati messi sul tavolo dalla Fillea Cgil che è tornata a fare il punto sulla ricostruzione post sisma, denunciando, però, con il segretario Augusto Paolucci, il «rischio stop sull’utilizzo del superbonus del 110 per cento a causa della burocrazia legata al reperimento negli uffici comunali della documentazione necessaria per ottenerlo e dalla carenza di personale in organico ai municipio».
«A Spoleto la politica pensi ai cittadini» Sullo sfondo, ma non troppo, la crisi politica di Spoleto, a un passo dal commissariamento, su cui il segretario provinciale della Cgil, Filippo Ciavaglia, si dice «in attenta osservazione, perché scossoni politici creano difficoltà su atti veri e propri necessaria per la città». Relativamente all’impatto dell’eventuale uscita di scena del sindaco Umberto De Augustinis sulla ricostruzione, il sindacalista sostiene che «se ci fosse la debacle di giunta, ritengo che il commissario dovendo gestire l’ordinaria amministrazione garantirebbe comunque una fluidità alle pratiche post sisma, ma ho evidenziato la questione della crisi politica, perché ritengo importantissimo che le forze politiche si prendano le proprie responsabilità in relazione alla fase che si sta vivendo e sottolineo che è più importante l’interesse dei cittadini piuttosto che quello dei singoli partiti. Dopodiché – conclude Ciavaglia – se lo scontro prosegue noi non possiamo far altro che ricordare quali siano gli interessi di questa comunità: ricostruzione, infrastrutture, difficoltà legate all’importante deindustrializzazione, necessità di servizi sanitari e le opportunità di sviluppo per la filiera agroalimentare».
Protocollo legalità e campi base Sulla ricostruzione post sisma, comunque, Paolucci annuncia anche una «lettera alla presidente Donatella Tesei, condivisa dalle altre sigle sindacale, per chiedere la convocazione anche dei sindacati al tavolo per la definizione del protocollo di legalità: ieri c’è stata una riunione in Regione con le casse edili e i rappresentanti delle aziende del settore, ma non è accettabile che si parli di sicurezza nei cantieri senza convocare chi rappresenta migliaia di addetti del comparto e ha anche maturato competenze a causa del sisma del 1997». Il sindacalista, in particolare, pone l’accento sulle imminenti necessità di alloggio dei lavoratori edili, nodo che rientra nel protocollo nazionale adottato nei giorni scorsi, «perché in un territorio con molte inagibilità e poche infrastrutture, come quello del cratere del sisma, abbiamo il dovere – dice Paolucci – di evitare le odiose “transumanze” degli operai all’alba e al tramonto, anche al fine di scongiurare giornate lavorative di 20 ore. Occorre – ha detto il sindacalista – prevedere l’organizzazione di campi base che potrebbero essere gestiti dagli operatori economici del territorio».
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