Uno stabilimento Firema

I 25 lavoratori della Firema in organico al sito di Spello dicono sì al referendum sull’accordo sindacale firmato da Cgil-Fiom, Cisl-Fim e Uil-Uilm la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico in virtù della cessione del gruppo italiano a una newco guidata dagli indiani di Titagarh (90%) e da Adler (10%).

Firema, da Spello sì all’accordo L’assemblea dei lavoratori della fabbrica umbra, una delle quattro di Firema, si è svolta martedì mattina prima del voto delle maestranze che hanno espresso un giudizio favorevole sull’intesa. L’esito del referendum a cui hanno partecipato 25 aventi diretti si è concluso con 23 voti favorevoli e un contrario (non è chiaro se l’ultimo voto sia nullo o bianco).

Sindacati: «Sacrificio occupazionale alto» A differenza di quanto affermato nei giorni scorsi dal vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, e dal sindaco di Spello, Moreno Landrini, le organizzazioni sindacali sull’accordo non tardano a parlare «di un prezzo occupazionale alto da pagare anche nel nostro territorio». Complessivamente infatti nel sito umbro di Firema saranno subito assunti 22 dei 25 lavoratori, mentre in tutta Italia delle 520 unità in organico soltanto 360 torneranno al lavoro, mentre per i 160 dipendenti che resteranno fuori c’è l’impegno a reinserirne la metà con contratti a tempo determinato, dopo due mesi dalla firma sulla cessione.

Prospettive con Titagarh e Adler Aldolfo Pierotti (Cisl-Fim), Simone Pampanelli (Cgil-Fiom) e Daniele Brizi (Uil-Uilm) in una nota scrivono: «Questo sacrificio è per i sindacati una criticità che può essere superata soltanto se verrà rispettata la linea di investimenti e di rilancio presente nell’accordo, e se Titagarh e Adler saranno capaci di competere e catturare commesse a livello europeo e mondiale in un mercato in espansione. Come sindacato, a tutti i livelli, insieme ai lavoratori, vigileremo per realizzare quanto scritto nel testo, nella prospettiva di recuperare un livello occupazionale dignitoso e in sintonia alla storia dello stabilimento di Spello».

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