di Maurizio Troccoli

L’Umbria, da qui a qualche anno, potrebbe avere l’agognata linea ferroviaria nuova, in doppia direzione tra Terni e Spoleto. Si tratta dell’opera che l’Umbria, fino ad oggi, non è riuscita mai a realizzare e che permetterebbe un miglioramento dei collegamenti con la capitale e il resto del Paese, sia in termini di rapidità che di quantità di treni. Costerebbe 1,6 miliardi per un tracciato completamente nuovo e alternativo a quello attuale, a doppia canna, vale a dire a doppia direzione sud e nord, con gallerie separate. Il vecchio progetto di dieci anni fa prevedeva il tracciato a una sola canna e costava 600 milioni di euro. Non si conosce che fine farà l’attuale tracciato che presenta problemi di pendenza, difficoltà tecniche che potrebbero essere superate nel nuovo tracciato che viaggiando sotto terra nel tratto maggiormente in pendenza, riduce l’inclinazione dei binari.

Il progetto di realizzazione che ha una storia lunghissima e che oggi ha conosciuto la fase definitiva, è dentro il grande progetto di raddoppio della Orte Falconara, ovvero una delle grandi opere nazionali di collegamento trasversale dell’Italia che oltre ad agevolare i collegamenti Tirreno Adriatico, favorirà la connessione sud nord, aiutando significativamente l’uscita dall’isolamento dell’Umbria, geograficamente vicina a Roma, ma con tempi di percorrenza su treni imperdonabili.

Per quanto il progetto abbia conosciuto una sua ufficialità, con tutti i soggetti autorevoli al tavolo, dal commissario Vincenzo Macello, alla presidente della Regione Donatella Tesei, all’assessore regionale Enrico Melasecche, a Rfi e Italfer del gruppo Fs, i tempi dell’opera sono attualmente imprevedibili.

Il progetto prevede la realizzazione di una linea a doppio binario tra le stazioni di Terni e Spoleto in variante al tracciato attuale; un’opera complessa dal punto di vista tecnico, in quanto su 23,8 chilometri di lunghezza, circa 17,5 chilometri sono in galleria a doppia canna. Il raddoppio consentirebbe un notevole incremento di capacità della tratta, dagli attuali 45 treni giorno a 148, e una riduzione importante dei tempi di percorrenza, superiore ai 10 minuti tra Spoleto e Terni.

Unitamente ad altri interventi programmati sulla direttrice Orte-Falconara, il progetto mira al miglioramento dei collegamenti passeggeri tra le regioni tirreniche e quelle del versante adriatico e alla creazione di un itinerario alternativo merci per i collegamenti nord-sud. Sulla Orte Falconara si prevede un incremento della capacità sulle tratte oggetto di raddoppio (da 4 treni/h nei due sensi di marcia a 10 treni/h per senso di marcia). Inoltre si punta alla creazione delle condizioni per un potenziamento dei servizi extraurbani veloci Ancona – Roma al fine di garantire opportunità di interscambio anche con i servizi della Regione Umbria e alla riduzione dei tempi di percorrenza, grazie al miglioramento prestazionale in termini di velocità di tracciato fino a 30 minuti sulla direzione Roma-Ancona per alcuni servizi e fino a 15 minuti tra Roma e Perugia, in relazione al modello di esercizio.

L’iter prevede ora l’approdo del progetto alla conferenza di servizi del ministero, «approdo garantito – commenta l’assessore Melasecche – visto il commissariamento da noi fortemente voluto e ottenuto». A quel punto la partita si giocherà sui tavoli delle disponibilità finanziarie che potrebbero arrivare da qui a un anno o due. Solo allora si potrà parlare di tempi di cantierizzazione dell’opera e di realizzazione. Per cui l’orizzonte temporale è sicuramente lungo.

Tesei ha parlato di «tassello cruciale per la nostra rete infrastrutturale. L’Umbria paga da sempre lo scotto di un isolamento che ha rappresentato a lungo un limite della nostra regione». «Un’opera sotto certi aspetti colossale e complessa – ha aggiunto l’assessore Melasecche -, che finalmente, con il progetto presentato oggi, si pone in prima linea per i finanziamenti che si renderanno disponibili, trattandosi di linea di assoluto interesse nazionale. Entra ufficialmente, completato il successivo iter autorizzativo, nel portafoglio progetti a disposizione per la loro successiva realizzazione. Si tratta – ha ricordato – di una linea che collega le Marche verso l’Umbria e Roma e l’Umbria verso l’Adriatico e il Nord del Paese, essenziale per le funzioni passeggeri e merci che deve assolvere, confermate da tutti gli organi competenti». «Il progetto – ha spiegato il commissario Vincenzo Macello – si inserisce nel più ampio quadro di interventi di potenziamento della direttrice Orte-Falconara che Rfi sta mettendo in atto, di cui tre con finanziamenti Pnrr e che consentirà, al loro completamento, un risparmio nelle percorrenze tra Roma e Ancona fino a 30 minuti, nonché un incremento della capacità sia passeggeri che merci».

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