Un operaio

di D.B.

«L’indicazione è chiara: il Job’s Act sta funzionando». A esserne convinto è il presidente della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni a proposito dei dati relativi alle previsioni occupazionali delle imprese umbre per quanto riguarda il quarto trimestre dell’anno. Un insieme di dati che disegnano uno scenario con luci e ombre. A far esultare sono, relativamente alla provincia di Perugia, le 490 assunzioni stabili (+11 per cento rispetto a un anno fa), cioè con contratti a tempo indeterminato, a tutele crescenti o con un contratto di apprendistato, che rappresentano il 37 del totale di nuovi contratti, in tutto 1.320, previsti per i lavoratori dipendenti. Questi sono il 15 per cento in più rispetto allo stesso trimestre di un anno fa (quando erano 1.150) e ad essi vanno aggiunti oltre 400 contratti atipici.

I numeri Nella più grande provincia umbra il saldo occupazionale atteso è negativo: -1.180 unità (-380 a Terni), frutto di 1.750 entrate previste (dato sostanzialmente uguale a quello del 2014) di lavoratori, dipendenti o autonomi, e 2.930 uscite dovute a scadenza di contratti, licenziamenti, pensionamenti o altri motivi. «Il saldo comunque – fa notare Mencaroni – è in netto miglioramento rispetto alle -1.580 unità di un anno fa». Le 1.750 entrate, spiega sempre l’ente camerale, sono il frutto di un aumento del 15 per cento delle assunzioni direttamente effettuate dalle imprese e di un decremento del 29 per cento dei contratti atipici. Nel complesso l’Umbria è fra quelle regioni, sei in tutto (oltre all’Umbria ci sono Marche, Calabria, Trentino Alto Adige, Abruzzo e Sardegna) dove le entrate totali previste dalle imprese si riducono (-4,4 per cento) rispetto al 2014, mentre la variazione è del -5,1 per cento in confronto al terzo trimestre dell’anno.

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Il saldo Guardando alle diverse modalità contrattuali, il saldo occupazionale dovrebbe attestarsi a -1.030 unità per le assunzioni dirette di personale dipendente e a -150 unità per i contratti atipici. Facendo riferimento solo alle 1.320 della provincia di Perugia, è da registrare la netta prevalenza dei contratti a termine, che rappresentano il 62 per cento del totale. In tutto 820 che riguardano attività stagionali (un terzo), picchi di attività (12 per cento), sostituzioni (8 per cento) e valutazione di candidati in vista di assunzioni stabili (10 per cento). In aumento poi la quota di assunzioni rivolte ai giovani (38 per cento del totale) mentre si riducono quelle per le donne, che dovrebbero attestarsi intorno al 18 per cento.

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Le professioni Relativamente al totale delle assunzioni il gruppo professionale più numeroso è quello delle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (42 cento), seguito da operai (19 per cento), impiegati (11 per cento) e figure generiche e non qualificate (11 per cento). Il report di Unioncamere, realizzato in collaborazione con il ministero del Lavoro, si occupa infine dei lavoratori di alto livello, in tutto 220 persone tra dirigenti, specialisti e tecnici che verranno assunti tra ottobre e dicembre. Rispetto allo scorso trimestre aumentano le difficoltà delle imprese perugine nel trovare le figure di cui necessitano: la quota di assunzioni difficili da reperire passa infatti dal 7 al 14 per cento. A livello regionale rimangono sostanzialmente invariate, intorno al 12 per cento.

Twitter @DanieleBovi

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