di Dan.Bo.
È un’Umbria a due velocità quella che vedono gli imprenditori della regione per quanto riguarda il fronte occupazionale. Secondo la fotografia scattata dal sistema informativo Excelsior, che Unioncamere realizza in collaborazione con il Ministero del lavoro sulle assunzioni relative al 2016 per le imprese dell’industria e dei servizi (non si parla quindi di settore agricolo e Pubblica amministrazione), in Provincia di Perugia l’anno si chiuderà con un 4 per cento in più, mentre in quella di Terni con un calo dell’uno per cento. Il 2016 in provincia di Perugia dovrebbe terminare, secondo le rilevazioni, con 6.810 assunzioni di lavoratori dipendenti rispetto alle 6.550 assunzioni del 2015 e alle 5.480 del 2014. Un anno in cui aumenta il peso percentuale delle entrate stabili previste rispetto al totale – dal 21 per cento al 29 per cento – così come le forme contrattuali atipiche che passano dal 21 per cento al 22 per cento. Quanto ai contratti a termine, sono in diminuzione ma rappresentano ancora la fetta più larga (49 per cento).
I numeri I settori in cui si fatica a trovare personale? informatica e telecomunicazioni (45 per cento del totale) e industrie meccaniche (21 per cento). Al contrario, le assunzioni risultano più agevoli nelle industrie estrattive (2 per cento), nelle costruzioni (4 per cento) e nel settore turistico e della ristorazione (5 per cento). Quanto ai giovani, categoria nella quale la rilevazione comprende le persone fino a 29 anni, a loro sarà riservato più di un quarto (27 per cento) delle assunzioni, mentre alle donne nel loro complesso il 40 per cento. E gli immigrati? il 14 per cento del totale, un valore leggermente in aumento (+1 per cento). Le figure con competenze più alte (dirigenti, specialisti, tecnici e così via) saranno circa il 12 per cento del totale (850 persone) rispetto a una media nazionale del 17 per cento. Quelle più ricercate invece sono le professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione, cioè cuochi, camerieri, baristi e professioni simili (1.440), seguite a lunga distanza da quelle qualificate nelle attività commerciali, in special modo commessi e personale di vendita (810 unità). Al terzo posto figure non qualificate nel commercio e nei servizi, con 790 assunzioni previste.
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Job act Capacità comunicativa e di lavorare in gruppo sono le competenze «trasversali» ritenute più importanti. Il +4 per cento della provincia di Perugia è comunque un dato inferiore alla media nazionale (+6 per cento); una provincia dove gli effetti del Job act sono però svaniti: «Pur in presenza di dati positivi – spiega il presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni -, tuttavia appare evidente anche un rallentamento della dinamica di crescita occupazionale. L’incremento delle entrate ha portato a valori assoluti superiori al recente passato, che tuttavia risultano inferiori, in termini percentuali, a quelli previsti lo scorso anno rispetto all’anno precedente, quando le imprese, fiduciose nell’approvazione del Job act, misero in programma un incremento delle assunzioni, confermato ex post, dall’andamento dei livelli occupazionali. Su tale dinamica, hanno parzialmente avuto un effetto frenante la riduzione degli incentivi ai contratti a tempo indeterminato, in atto dall’inizio del 2016 e, in buona parte, i fattori di contesto più generale: si assiste pertanto ad una ripresa che continua ma non decolla, in uno scenario sempre dominato dall’incertezza».
Terni Quanto alla provincia di Terni, in termini assoluti le assunzioni previste saranno 1.840, con un ‘peso’ di quelle stabili che aumenta dal 18 al 30 per cento così come i contratti atipici (dal 16 al 26 per cento), mentre quelli atipici diminuiscono ma sono ancora il 44 per cento del totale. A livello settoriale le difficoltà di reperimento sono più frequenti nei servizi alle persone (17 per cento del totale) e nelle industrie metalmeccaniche ed elettroniche (11 per cento). Al contrario, le assunzioni risultano più agevoli nelle costruzioni (2 per cento), nelle altre industrie e nei servizi avanzati alle imprese (6 per cento in entrambi i casi). Ai giovani della provincia sarà riservato il 31 per cento delle assunzioni e agli immigrati il 7 per cento. Nel Ternano le figure con alte professionalità riusciranno a conquistare la stessa fetta del Perugino (12 per cento), mentre a quelle con medie competenze (impiegati, dipendenti commercio e servizi) sarà riservato il 43 per cento delle assunzioni (790 unità). Le restanti 830 a bassa professionalità previste, cioè operai e personale non qualificato, riguarderanno figure di livello più basso, con una percentuale del 45 per cento.
Flamini Ad assumere di più sono invece le aziende esportatrici e caratterizzate da un bon tasso di innovazione e «ciò conferma – dice il presidente della Camera di commercio Giuseppe Flamini – che la strada da intraprendere per sviluppare l’occupazione è quella dell’internazionalizzazione, della digitalizzazione, dello sviluppo degli investimenti nella direzione della manifattura 4.0 e del sostegno alle start up tecnologiche. Da segnalare anche la crescita rispetto al passato nel nostro territorio della richiesta di professioni altamente qualificate come quelle dirigenziali, specialistiche e tecniche, molte delle quali appartengono alle filiere professionali in maggiore fermento».
Twitter @DanieleBovi
