La fascia olivata Assisi - Spoleto si avvicina alla candidatura Unesco
Un oliveto umbro

di A.G.

Sabato 28 gennaio alle 9, al Centro agroalimentare di Portoni di Sant’Eraclio, a Foligno, si terrà un incontro pubblico organizzato dal comitato promotore per la fascia olivata Assisi – Spoleto, alla presenza di Nando Mismetti (sindaco di Foligno), Bernardino Sperandio (sindaco di Trevi, capofila referente del comitato), Ciro Becchetti (Direzione regionale agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali e spettacolo dell’Umbria), Bianca Maria Torquati (Università degli studi di Perugia) e Fernanda Cecchini (assessore alla qualità del territorio e del patrimonio agricolo, paesaggistico, ambientale e alla cultura della Regione Umbria).

Un territorio da valorizzare Per il comitato promotore della fascia olivata Assisi – Spoleto, l’incontro pubblico rappresenta un’occasione di confronto con le istituzioni pubbliche e di dialogo con gli stakeholders regionali. Il comitato si rivolge così al territorio per sensibilizzare i cittadini sulle attività portate avanti dalla sua costituzione. Il 3 febbraio 2016, i comuni di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto hanno firmato un protocollo d’intesa che ha sancito il comune impegno ad avviare un processo di valorizzazione paesaggistica, culturale ed economica del territorio. Il comitato sta portando felicemente a conclusione il percorso di iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, istituito dal Ministero delle politiche agricole, agroalimentari e forestali. Parallelamente, viene portato avanti il progetto di candidatura nell’ambito del Programma Giahs – Fao, dedicato in modo particolare alla valorizzazione delle pratiche agricole tradizionali e delle specificità alimentari.

Verso la candidatura Unesco Entrambi i riconoscimenti apriranno la strada alla candidatura della fascia olivata a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, obiettivo fondamentale per lo sviluppo territoriale. La candidatura Unesco rappresenta un traguardo ambizioso ma strategico: inserire la fascia olivata tra i beni patrimonio dell’umanità significherebbe garantirle visibilità su scala nazionale e internazionale.

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