di F.T.
Il tema delle infrastrutture e il progetto, aggiornato e consegnato alla Regione, per l’adeguamento della strada statale Flaminia nel tratto fra Terni e Spoleto. Sta qui il cuore dell’undicesima ‘giornata dell’economia’ organizzata dalla Camera di commercio di Terni e dal suo presidente, Enrico Cipiccia. L’idea è stata rilanciata con forza da tutte le istituzioni presenti all’incontro.
La priorità L’intervento sulla Flaminia, diviso in due stralci da 60 e 100 milioni di euro, viene ritenuto prioritario dall’ente camerale e dalle istituzioni coinvolte: «Permetterà di rafforzare il collegamento non solo tra il territorio ternano e quello spoletino, ma anche e soprattutto l’intera viabilità regionale e nazionale – ha spiegato Enrico Cipiccia – anche perché le attuali difficoltà di circolazione, testimoniate da un alto livello di incidentalità, saranno ancora più accentuate a seguito dell’imminente apertura del nuovo tratto della Terni – Rieti». I fondi per realizzare l’opera potrebbero essere individuati nelle risorse provenienti da Bruxelles.
Lo studio Il progetto di cantierabilità della strada, realizzato con il contributo della Camera di commercio di Perugia e di Casse di risparmio dell’Umbria, è stato consegnato alle istituzioni e secondo lo studio sviluppato da Uniontrasporti, il potenziamento porterà ad un incremento del Pil, con una crescita della ricchezza locale quantificabile in 224 milioni di euro. «Casse di risparmio dell’Umbria – ha spiegato il direttore generale Vanni Bovi – è pronta a appoggiare tutti i progetti sostenibili, come quello presentato oggi. Il nostro obiettivo è crescere insieme al territorio in cui operiamo».
Tutti concordi Pieno sostegno al progetto è arrivato anche dal presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli («di fronte al lento incedere delle’opere che collegheranno Terni con Ancona e Civitavecchia, il progetto della Flaminia assume un peso specifico fondamentale») e dal sindaco, Leopoldo Di Girolamo («con quest’opera, i territorio di Terni e Spoleto sono sempre più destinati a crescere e a lavorare insieme»). Giudizi positivi sono arrivati anche dall’assessore della Provincia di Perugia, Domenico De Marinis; dall’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti («è un’opera importante e condivisa dalla regione. Stiamo compiendo i primi passi necessari») e dal sindaco di Spoleto, Daniele Benedetti: «Si tratta di un intervento economicamente limitato, che consente di abbreviare i tempi di trasferimento da e verso Roma, oltre ad essere pienamente coerente con alcuni assetti, come quello della nuova sanità locale. Un’ottima soluzione, in attesa del completamento delle opere maggiori come la Quadrilatero e la Tre valli umbre».
La crisi continua Durante la ‘giornata dell’economia’, sono stati resi noti anche gli ultimi dati relativi al territorio ternano. Anche nel 2013 si conferma un trend inquietante: le imprese che hanno chiuso i battenti sono state ben 179 in più rispetto alle nuove attività avviate. Il settore più colpito è stato quello del commercio, tanto che tra gennaio e marzo hanno chiuso ben 168 imprese del settore. L’industria manifatturiera ha perso sul campo 74 aziende e l’edilizia ha chiuso il trimestre con 112 cessazioni. Il driver delle esportazioni al momento è il solo che riesce a dare risultati positivi. Tra il 2010 e il 2012 il tasso di propensione alle esportazioni è cresciuto di cinque punti percentuali, arrivando al 32% contro il 27% nazionale.
Più stranieri, meno giovani Nella crisi si rileva l’aumento della componente straniera: se nel 2008 gli imprenditori extracomunitari erano 1.033, col tempo sono cresciuti sempre più fino a raddoppiare la loro presenza (2.090 unità a fine 2012). Scende ulteriormente il contributo dei giovani al rafforzamento del sistema imprenditoriale provinciale, che già soffre di un problema di invecchiamento: a Terni la percentuale è anche più bassa del dato medio nazionale (10,5% contro il 10,9%).
