di Daniele Bovi
«L’Umbria ha enormi potenzialità inespresse. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione unica per il rilancio della regione». A dirlo è stata la procuratrice regionale della Corte dei conti, Rosa Francaviglia, venerdì mattina in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile.
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Il Pnrr Proprio il Pnrr è stato il punto di partenza della relazione di Francaviglia, in cui il Piano viene definito «un’opportunità storica di sviluppo, investimenti e riforme», da portare avanti all’insegna di «trasparenza, legalità finanziaria e controlli che garantiscano l’effettivo realizzazione dei programmi finanziati». La Procura ha parlato poi di «riforme strutturali, rese ormai improcrastinabili dall’emergenza sanitaria», che «non devono rimanere mere dichiarazioni di intenti o essere solo apparenti». Sul fronte Pnrr Francaviglia ha sottolineato che «la soglia di attenzione della Procura regionale è e sarà altissima», anche perché l’ingente quantità di fondi «è suscettibile di tradursi in sprechi e fenomenologie illecite».
DAGLI ASSENTEISTI AL FINTO GEOMETRA: I CASI DEL 2021
Si denuncia poco Francaviglia ha inoltre riconosciuto alla Regione di aver messo mano ad alcuni problemi, come la gestione legata ai casi di malasanità e l’eccessivo numero di cosiddetti mini dirigenti. E se nel 2021 c’è stata un aumento «alquanto significativo» degli atti di citazione (55), per un ammontare di danno pubblico pari a 5,5 milioni di euro, l’Umbria rimane una regione dove «si denuncia poco e male»; un elemento già sottolineato diverse volte nel corso degli anni. La Procura ha spiegato che molti esposti arrivano in forma anonima, sono troppo succinti, non c’è documentazione e spesso risultano carenti dei requisiti minimi per aprire un fascicolo. «Un numero indifferente – ha detto – promana da sedicenti dipendenti pubblici che segnalano presunti illeciti perpetrati presso l’amministrazione di appartenenza lamentando di temere ritorsioni e, dunque, di non poter sottoscrivere o documentare quanto affermato».
DIPENDENTI PUBBLICI E ‘PAURA DELLA FIRMA’: «LA COLPA NON È NOSTRA»
I numeri del 2021 Spesso poi c’è chi confonde la Corte dei conti con il Tar: «Con soverchia frequenza e quasi sempre dai medesimi esponenti» arrivano infatti denunce a proposito di illegittimità degli atti, la cui verifica spetta però al Tar e non alla magistratura contabile, che si occupa della liceità dei comportamenti. Francaviglia ha quindi chiesto ai cittadini e ai dipendenti pubblici di far arrivare segnalazioni sottoscritte e ben documentate. In tutto nel 2021 sono state 871 le richieste istruttorie, con 143 archiviazioni; 55 invece i giudizi e 13 le udienze. Nel complesso sono state 291 le nuove istruttorie: 189 grazie a segnalazioni di amministratori e dirigenti di servizi, 19 sulla base di articoli di giornale, 23 grazie alle forze dell’ordine e 22 sulla scorta di quanto segnalato dai cittadini; 62 poi gli inviti a dedurre, 53 gli atti di citazioni, 433 i giudizi pendenti a fine 2021. Nel corso dell’anno infine sono state 14 le sentenze di condanna per un risarcimento totale di 957 mila euro.
Twitter @DanieleBovi
