Il piano industriale di Coop Centro Italia presentato lunedì ai sindacati «presenta evidenti criticità». A dirlo è la Filcams Cgil commentando l’incontro che si è tenuto con l’azienda nelle scorse ore. «Da un lato – è detto in una nota – si generano esuberi, rispetto ai quali le dichiarazioni di ricollocazione fatte dall’impresa necessitano di una attenta verifica di fattibilità. Dall’altro, il mantenimento dei livelli occupazionali e la ricerca di redditività passerebbero evidentemente attraverso un netto peggioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali dei dipendenti, in particolare modo nel magazzino Coop di Castiglione del Lago ed eventualmente per i lavoratori in esubero dei negozi di abbigliamento di Superconti». In particolare la Filcams giudica «inaccettabile» l’esternalizzazione del magazzino di Castiglione del Lago, «il fatto che le risorse per finanziare lo sviluppo provengano in gran parte dal taglio del costo del lavoro, e la mancata chiarezza sulla eventuale ricollocazione dei lavoratori Superconti e Coop».
Il piano Stando a quanto riferito dalla Filcams, l’obiettivo prioritario del piano è quello di far crescere i fatturati del gruppo (Coop Italia, MMC, Superconti) ed è prevista nel triennio l’apertura di 20 unità produttive in Umbria, in Toscana, ma anche nel Lazio, attraverso Superconti. Il gruppo dovrebbe così passare da 3.500 dipendenti circa, a 4.000. Il marchio Superconti non verrà sostituito, ma manterrà autonomia e quindi politiche commerciali e offerta che potranno essere diversificate da quelle di Coop. L’impresa ha inoltre dichiarato la possibilità che lo sviluppo della rete Superconti venga fatto attraverso il franchising. Gli investimenti fatti, in particolare per l’acquisizione di Superconti, e quelli programmati per il futuro, volti a creare un maggior equilibrio tra attività finanziaria, prestito soci e gestione caratteristica, hanno bisogno secondo l’impresa cooperativa di trovare una maggior redditività all’interno del gruppo.
POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, DALLA REGIONE 60 MILIONI IN DUE ANNI
Magazzini Il piano di riorganizzazione prevede la centralizzazione degli acquisti al fine di approfittare di economie di scala più ampie (l’intervento non produrrebbe esuberi); integrazione dei magazzini, affidando a quello di Terni, già terziarizzato, freschi, ortofrutta, salumi e latticini e a quello di Castiglione del Lago i generi vari. Questo genererebbe 50 esuberi nel magazzino di Castiglione del Lago, che potrebbero trovare ricollocazione nella rete vendita, e un maggior fabbisogno pari a circa 30 unità a Terni. Inoltre, il magazzino di Castiglione dovrebbe essere totalmente terziarizzato e affidato alla stessa azienda che gestisce il magazzino di Terni. Oltre a questo è prevista la dismissione della rete vendita abbigliamento di Superconti con conseguente esubero di personale, rispetto al quale l’azienda si è impegnata ad una ricollocazione nella rete vendite, mantenendo fede al principio evidenziato nelle trattativa della massima tutela dei livelli occupazionali.
Confronto aggiornato Le parti hanno aggiornato il confronto e le organizzazioni sindacali si sono riservate di valutare «tutte le soluzioni utili alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo». Nel corso dell’incontro si è discusso anche dei risultati delle vendite del 2015 che sono stati, riferisce il sindacato, leggermente positivi rispetto al budget, e, «così come prevede l’integrativo le parti – rivela la Filcams – hanno concordato il premio per il 2015, che sarà così composto: per i lavoratori Coop, 310 euro uguali per tutti, di cui 250 in buoni acquisto e 60 in denaro erogati il 10 di febbraio 2016; per i lavoratori Mmc 150 euro uguali per tutti in buoni acquisto erogati il 10 febbraio 2016. Si tratta di un risultato sicuramente positivo del confronto, di cui però sarà difficile apprezzare i risultati vista la pesante riorganizzazione».
