Operai di fronte ai cancelli della Perugina

I lavoratori Perugina scendono in piazza. Per il momento non si parla ancora di sciopero, ma di spiegare alla gente quello che sta succedendo. Il coordinatore della Rsu Cgil Luca Turcheria lo ha fatto sui media. Ora si vuole guardare in faccia la gente.

Da lunedì in piazza Per questo da lunedì 7 settembre un gazebo della Rsu Perugina sarà in corso Vannucci a Perugia (piazza della Repubblica) per creare un contatto diretto con la popolazione e presentare le proposte concrete che da tempo la Rsu ha avanzato, in quello che è stato definito “il piano industriale degli operai”. Proposte sulle quali i lavoratori avvieranno una raccolta firme che sarà poi estesa ad altre iniziative sul territorio. Lo scopo dichiarato è «portare la vertenza Perugina sul territorio, per rendere la popolazione di Perugia e dell’Umbria pienamente consapevole della portata della sfida che è aperta. Perché è evidente a tutti che la situazione della prima fabbrica della provincia è tutt’altro che serena e il problema non può riguardare solo i lavoratori direttamente interessati, ma deve coinvolgere l’intera comunità locale».

TUTTA LA VICENDA NESTLE’ PERUGINA

Sindacati compatti Giovedì mattina, in fabbrica, la Rsu e i sindacati di categoria Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno intanto incontrato i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, per illustrare alle tre confederazioni lo stato dell’arte e chiedere un pieno coinvolgimento dei sindacati regionali nella vertenza. I tre segretari da parte loro, accogliendo l’invito della Rsu, hanno sottolineato la necessità di costringere Nestlè a scoprire davvero le carte, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali e del governo, e a confrontarsi nel merito delle proposte presentate dalla Rsu. L’obiettivo condiviso è quello di evidenziare le potenzialità presenti in fabbrica (ad esempio le caramelle Rossana e i biscotti), attualmente non sfruttate appieno, per spingere così la multinazionale a chiarire le sue strategie per un rilancio di San Sisto, che è assolutamente possibile.